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PD CAMPIDOGLIO: ALEMANNO RITIRI LA DELIBERA SULLA PRIVATIZZAZIONE DI ACEA O SARA' REFERENDUM PER ABROGARLA

Di
Redazione PD Lazio
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Il gruppo capitolino del Pd annuncia battaglia contro la delibera per la cessione del 21% della quota azionaria del Comune di Roma in Acea. Delibera collegata al Bilancio 2012, all'ordine dei lavori dell'Assemblea capitolina, di cui il gruppo chiede il formale ritiro. "Se il sindaco decidesse di andare avanti sulla strada di questa forzatura approvando questa delibera truffa, siamo pronti a promuovere un referendum per abrogarla". Ad annunciare la posizione di "scontro senza possibilita' di fare passi indietro", oggi in Campidoglio erano presenti i consiglieri comunali del Pd, Umberto Marroni, Athos De Luca, Dario Nanni, Paolo Masini, Maurizio Policastro, Antonio Stampete, Fabrizio Panecaldo, Massimiliano Valeriani, Giulio Pelonzi. Oltre all'ipotesi di referendum abrogativo, nel caso in cui la delibera sulla vendita del 21% di Acea dovesse essere approvata, il Pd ha fatto anche sapere che presenterà " una pregiudiziale contro la votazione di questo provvedimento considerato illegittimo anche alla luce dei pareri tecnico legali che abbiamo raccolto". In più, "se la Giunta volesse andare avanti con questa forzatura, ci saranno ricorsi formali e, più in generale, il resto della consiliatura sara' segnato dallo scontro politico fino alla fine del mandato del sindaco Alemanno. Nel considerare "illegittima" la delibera sulla vendita di parte della quota azionaria di Acea, il Pd ha elencato una serie di ragioni "per cui la Giunta dovrebbe ritirare il provvedimento". "Innanzitutto bisogna rispettare il risultato del Referendum con cui l'anno scorso gli italiani hanno ribadito il loro 'no' alla privatizzazione dell'acqua". In secondo luogo, "dal 2008 ad oggi il titolo di Acea e' passato da 13,3 a 4,4 euro: procedere oggi alla cessione del 21% di quote vorrebbe dire svendere a prezzo di saldo la prima azienda pubblica di Roma". In più, "la delibera proposta dalla Giunta presenta vizi di legittimita' non prevedendo criteri di cessione e valori di vendita e chiedendo all'aula Giulio Cesare di autorizzare oscuri patti parasociali e successive modifiche statutarie che devono invece passare per l'Assemblea capitolina". Infine, "Alemanno vuol far credere che esiste una legislazione nazionale che impone la dismissione di azioni Acea, ma la legge sulle liberalizzazioni non obbliga tale percorso di vendita. Infatti per quel che riguarda l'azienda capitolina l'unico settore sottoposto a concorrenza e' quello dell'iluminazione, asset rispetto al quale Acea ha le carte in regola per partecipare ad una gara europea". Per questo, il Pd proporra' all'Assemblea capitolina una mozione per procedere a questa gara e archiviare l'ipotesi di vendita. Intanto, il gruppo propone di rilanciare un'azienda che "da' utili al Comune e che per questo e' sbagliato vendere". Tra le proposte di rilancio formulate dal Pd, il miglioramento della capacita' di incassare i crediti verso i clienti, la costituzione di una societa' pubblico-privata per il trattamento di rifiuti con capofila Acea, l'alienazione di beni atraverso procedure di cartolarizzazione che potrebbero produrre incassi per 60 milioni, lotta agli sprechi a partire dalle consulenze (10 milioni di risparmi stimati) e adeguamento di alcune categorie di tariffe (20 milioni di incassi stimati).

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