"Gli operatori dell'emergenza non saranno più, loro malgrado, in condizioni di fornire una corretta e capillare assistenza sul territorio a causa della riorganizzazione della sanità prospettata dal presidente Polverini. Con la divisione del Lazio in quattro macroaree, ciò varrà per le cinque province del Lazio dove, a causa delle distanze tra un ex-pronto soccorso, chiuso o riconvertito, e un Dea di I o II livello, si allungheranno inevitabilmente i tempi di trasporto dei pazienti". Così in una nota Bruno Astorre (Pd), vicepresidente Consiglio regionale del Lazio. "Preoccupazione per quanto avverrà nella provincia di Roma - prosegue - dove sui tempi di percorrenza incideranno anche le condizioni delle arterie stradali e il traffico congestionato dai piccoli centri verso la capitale. Le emergenze non si fronteggiano con i tagli orizzontali: senza tempestività i codici rossi rimarranno a piedi".