"Il presidente della Giunta, Renata Polverini, si avvia all'ennesimo incontro con il governo, nella persona del ministro Giulio Tremonti. La ragione? Chiedere un tavolo di confronto che non ponga le Regioni nella condizione di dover far pagare ai cittadini il costo della manovra. Richiesta che appare tardiva, e dai contenuti palesati solo attraverso note stampa: la Pisana resta un optional. Eppure, proprio nell'ultimo Consiglio, Polverini aveva dichiarato: 'non credo che nessuno possa affermare che ci venga imposto qualcosa dall'alto, non credo che ci si possa considerare dei sudditi o subalterni'. E' preoccupata, Polverini, e a ragione. Dalla sua campagna elettorale, alla formazione della Giunta, alla prima prova sulla sanità, si è lasciata condurre da Palazzo Chigi, promettendo ciò che non poteva mantenere e giustificandosi, solo dopo, che non lo poteva mantenere per volere del governo nazionale. Nel Lazio, intanto, i cittadini iniziano a capire. Due comuni vogliono passare con le Marche, dove almeno un ospedale di prossimità lo troveranno. Lo sfilacciamento istituzionale tra le province fa emergere l'assenza di un'azione programmatica almeno concordata: e, anche per la città di Roma, i venti del Nord hanno quasi dimezzato il sostentamento necessario. Polverini sa preoccuparsi bene; ma, mentre i cittadini pagheranno tutto questo, riveda almeno il suo concetto di subalternità". Lo dichiara, in una nota, Bruno Astorre, vice presidente del Consiglio regionale del Lazio.