''Sulla sanità laziale il presidente Renata Polverini continua a ripetere che nessuno deve essere preoccupato. Non si sta tagliando nulla, afferma: nessun posto letto, ne' strutture, ne' personale. Possibile? Chi paga, allora, l'erogazione di servizi diffusi sul territorio, diminuendo la spesa?''. E' quanto afferma Bruno Astorre, vicepresidente del consiglio regionale del Lazio. ''Si risponde: riconvertendo ed offrendo 'risposte diverse' - aggiunge - si', ma quali 'risposte'? Quelle contenute nei 12 decreti fotografano una situazione (ed una stretta alla borsa) sino a fine 2010. E dopo? Quale sara' il livello di omogeneità qualitativa e quantitativa dell'offerta, nelle quattro macro aree prefigurate, una volta realizzato questo disegno?'' ''In realtà - conclude Astorre - siamo al cospetto di parole d'ordine, in attesa di vedere sparire non pochi servizi sanitari in tutte le province. A quel punto sarà semplice affermare che tutto era già stato anticipato e, a chi protesterà, verrà risposto che non aveva ben capito. Patto della salute? Per chiamarlo così, andrebbero rivisti i criteri di lealtà''.