Ho deciso di partecipare alla manifestazione di Cassino di ieri mattina, perché la situazione che vive la nostra nazione e' al limite. L’Italia é un paese frammentato, è diviso da mille contrapposizioni che vengono alimentate quotidianamente dal centro destra che, oltre ad aver compromesso il futuro dei cittadini, soprattutto dei più giovani, continua a favorire la logica del più forte contro il più debole.
Questo basterebbe per riassumere quello che ho vissuto incredula, nella mattinata di ieri, sul treno regionale che da Roma Termini porta a Cassino. Intorno alle ore 10.00 il treno si è fermato alla Stazione di Colleferro ed abbiamo appreso dalle forze dell’ordine che la direzione di Trenitalia, aveva chiesto di far scendere dal treno coloro i quali fossero sprovvisti del biglietto. Il caso ha voluto che su quel treno, oltre me, ci fossero almeno 300 studenti. Il caso ha voluto che quel treno fosse diretto per Cassino dove era prevista la manifestazione della Fiom. Il caso ha voluto che la maggior parte degli studenti fossero in realtà, come me, in possesso del biglietto. Il caso ha voluto che, ieri mattina, su quel treno oltre le forze dell’ordine, oltre la Digos, non ci fosse personale di Trenitalia addetto al controllo. Casualmente il mio biglietto obliterato non l’ha visionato nessuno. Sempre il caso ha voluto che sul treno ci fossero tanti passeggeri che non erano diretti alla manifestazione. Quindi, dopo mezz’ora, i passeggeri non diretti a Cassino, hanno provato fastidio nei confronti degli studenti per avere compromesso la loro giornata. Parto da qui per avvalorare il pensiero iniziale di questo mio breve articolo. Quando in modo strumentale si organizza una sceneggiata che dura tre ore, durante la quale le forze dell’ordine scaricano la responsabilità su Trenitalia, Trenitalia addosa le colpe ai manifestanti, i passeggeri vengono tenuti letteralmente in ostaggio per più di quattro ore, si intuisce che la farsa è stata costruita ad arte per spostare l’attenzione da una manifestazione legittima e pacifica, ad una situazione di tensione, generata da studenti “sovversivi e nullafacenti” che stamane hanno bloccato per ore la linea ferroviaria Roma-Cassino. Ora, non mi soffermero' ad analizzare se sia giusto o sbagliato salire su un treno senza acquistare un biglietto, se sia vero o falso che gli studenti avessero ricevuto indicazioni dalle stesse forze dell’ordine di non acquistarlo, ma voglio concentrarmi sul grado troppo alto di inciviltà che il nostro paese ha raggiunto. Perché a pagare le conseguenze di quest’atti di irresponsabilità, sono sempre i cittadini. Quelli a cui deve essere garantito il diritto a manifestare.
Quelli a cui deve essere garantito un servizio qualora acquistino regolarmente un biglietto per viaggiare.
E in questa mattinata infernale, le persone titolate ad assumere una decisione in merito al blocco del treno regionale, non hanno pensato ai diritti altrui ed ai doveri loro. Proprio qui, nel nostro paese, in cui quei diritti che sembravano essere acquisiti grazie ad una grande stagione di emancipazione dell’Italia, vengono lesi quotidianamente e messi in pericolo. Proprio qui, nel nostro paese, in cui in molti hanno deciso di scendere in piazza per recriminare e difenderli quei diritti. Proprio qui, chi ha il compito di garantirli equamente a tutti, abusa del proprio ruolo giornalmente a discapito dei cittadini.
Per questo mi preme ricordare che Trenitalia dovrebbe ricordarsi che ogni giorno nel Lazio i pendolari acquistano il biglietto per ricevere in cambio un servizio scadente.