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Bersani: 1° Luglio in piazza contro il ddl Alfano

Di
Redazione PD Lazio
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"Saremo a piazza Navona il 1° luglio. Per difendere la libertà di informazione e la Costituzione. Ci saremo perchè siamo fortemente critici nei confronti del Ddl Alfano: pensiamo che il problema dell'uso improprio delle intercettazioni vada affrontato alla fonte, e che non possa essere il pretesto nè per ridurre gli interventi degli organi come la magistratura nè per mettere bavagli alla stampa. Questa legge è dunque improponibile, ci mette al di fuori di tutti i contesti occidentali e faremo la nostra battaglia senza riserve in parlamento”. Lo afferma Pier Luigi Bersani, segretario nazionale del PD, nell'intervista di Stefano Corradino, direttore di Articolo 21.
“Anche alcuni esponenti del centro destra hanno sollevato più di una perplessità su questa Legge. Adesso chiediamo loro coerenza: devono dimostrare in che modo intendono opporsi. Io ho sempre usato l'espressione "deformazione della democrazia", che non è meno incisiva. Il principio tutto berlusconiano secondo cui il consenso prevale sulle regole è un principio inaccettabile: per la nostra Costituzione la sovranità appartiene al popolo che, tuttavia, la deve esercitare sempre nelle forme e nei limiti della Costituzione. Quella di Berlusconi pertanto è una deformazione in senso personalistico, plebiscitario e populistico della nostra democrazia”.

Ma il ddl sulle intercettazioni arriverà in aula alla Camera il prossimo 29 luglio, dopo l'esame della manovra economica. Lo ha deciso la conferenza dei capogruppo di Montecitorio, con il parere contrario delle opposizioni. E a quanto pare anche del presidente di Montecitorio: dopo la riunione, Gianfranco Fini avrebbe detto che calendarizzare a fine luglio di ddl "è irragionevole", visto che il voto finale è probabile che finisca comunque a settembre, considerato che alla Camera probabilmente ci saranno modifiche. E bolla come puntiglio la decisione.

Attacca il capogruppo del Pd Dario Franceschini : "Il testo non verrà assolutamente votato a luglio ma sarà necessario arrivare alla prima settimana di agosto. E' una cosa illogica, una forzatura sbagliata: serve solo a comprimere l'esame della manovra per un testo che comunque sarà modificato e dovrà tornare al Senato". Poi preannuncia battaglia: "L'ultima settimana di luglio e la prima di agosto sarà un inferno per la maggioranza con l'incrocio tra la manovra e l'arrivo del ddl. Noi faremo un'opposizione durissima e intransigente usando tutti gli strumenti parlamentari a disposizione". Non manca una critica a Fini: "Il calendario non è stato approvato all'unanimità, quindi la decisione è toccata a lui che ha preso una decisione che noi contrastiamo".

Anche secondo Massimo D'Alema "è sbagliato accelerare: le forzature in una materia come questa sono dannose"

La capogruppo democratica nella commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti, avverte: "Il parlamento non è l'esecutore del volere di Berlusconi".

“Se la maggioranza crede di poter fare forzature alla Camera sul disegno di legge sulle intercettazioni troverà ‘pane per i suoi denti’ - promette Marina Sereni, vice presidente dell’Assemblea nazionale del Pd - domani saremo in piazza insieme a quei giornalisti e a
quei cittadini per i quali è inconcepibile e inaccettabile una norma che, usando la foglia di fico della privacy, rende più difficile l'azione degli investigatori e della magistratura e mette il bavaglio all'informazione
all'unico scopo di coprire i corrotti e le ‘cricche’. E a luglio o ad agosto per noi non c'è differenza: alla Camera useremo tutti i mezzi per fare opposizione nel merito alla proposta uscita dal Senato sulle intercettazioni. Si vedrà anche se nella maggioranza, oltre ai mugugni, si manifesteranno volontà concrete per cambiare una legge non degna di un paese democratico e civile”.

Bersani parla anche del rapporto del centro sinistra con il tema dell’informazione e del conflitto di interessi. “Su questo tema – afferma il segretario del Pd - limiti del centro sinistra magari ce ne possono essere stati. Sia dall'opposizione che nel corso della nostra esperienza di governo. Ma adesso l'esigenza è di unire le forze di opposizione e guardare avanti. Ora servono norme che limitino le posizioni dominanti nel campo dell'informazione. Serve una legge antitrust seria come è stato fatto per l'energia elettrica o il commercio. Una legge, ovviamente, diametralmente diversa dalla Gasparri. Dovrà essere uno dei primi punti di un programma di alternativa”.

Ecco l'intervista completa.
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Segretario, il Pd sarà alla manifestazione del 1 luglio a Roma?

Sì, saremo a Piazza Navona e in tutte le altre città dove per il primo luglio è stata indetta una mobilitazione civile.

Con quale spirito parteciperete?

Ci saremo perchè siamo fortemente critici nei confronti del Ddl Alfano: pensiamo che il problema dell'uso improprio delle intercettazioni vada affrontato alla fonte, e che non può essere il pretesto nè per ridurre gli interventi degli organi come la magistratura nè per mettere bavagli alla stampa.

Si tratta di modificarla o rigettarla completamente?

Questa legge è improponibile e ci mette al di fuori di tutti i contesti occidentali. Faremo la nostra battaglia senza riserve in parlamento.

Chi teme le intercettazioni?

Le varie cricche. Di loro non avremmo saputo niente senza intercettazioni.

Anche nel centro destra alcuni, in particolare i finiani, hanno storto la bocca sulla legge bavaglio.

Sì, e adesso chiediamo loro coerenza. Hanno sollevato più di una perplessità, ora devono dimostrare in che modo intendono opporsi.

Chi invece sostiene la legge lo fa rivendicando il diritto alla privacy.

Se esiste un uso improprio dell intercettazioni deve essere colpito alla fonte mettendo la responsabilità nelle mani dei magistrati inquirenti e degli uffici giudiziari affinchè selezionino e custodiscano le informazioni improprie che possono colpire la privacy. Detto questo l'informazione deve poter fare il suo mestiere. D'altronde, bloccarla è come cercare di fermare l'acqua con le mani... Ma è certo che se alla fonte si blocca la possibilità di colpire i reati anche stampa e tv rischiano di essere costretti al silenzio. Un colpo alla magistratura e all'informazione...

...I due obiettivi principali del Piano di Rinascita Democratica di Licio Gelli e della Loggia P2.... Quello era un piano per l'instaurazione di un Regime. Termine eccessivo per descrivere la realtà di oggi o ci siamo vicini?

Io ho sempre usato l'espressione deformazione della democrazia, che non è meno incisiva. Il principio tutto berlusconiano secondo cui il consenso prevale sulle regole, un principio inaccettabile: per la nostra Costituzione la sovranità appartiene al popolo che, tuttavia, la deve esercitare sempre nelle forme e nei limiti della Costituzione.
Quella di Berlusconi pertanto è una deformazione in senso personalistico, plebiscitario e populistico della nostra democrazia.

Qual è, in questo contesto, il compito del Pd?

Ribadire che le regole vengono prima del consenso. E che questione democratica e sociale sono intrecciate. Se si riducono gli spazi della democrazia diminuiscono anche le risposte ai problemi sociali.

Sull'informazione però il centro sinistra non sembra aver brillato in questi anni.

Su questo tema limiti del centro sinistra magari ce ne possono essere stati. Sia dall'opposizione che nel corso della nostra esperienza di governo. Ma adesso l'esigenza è di unire le forze di opposizione e guardare avanti.

Magari riprendendo anche in mano un tema come il conflitto di interessi, piuttosto sottovalutato.

Un tema centrale: servono norme che limitino le posizioni dominanti nel campo dell'informazione. Serve una legge antitrust seria come è stato fatto per l'energia elettrica o il commercio. Una legge, ovviamente, diametralmente diversa dalla Gasparri. Dovrà essere uno dei primi punti di un programma di alternativa.

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