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Bettini: Per il nuovo segretario del PD Lazio occorrono le primarie, il commissariamento sarebbe una sciagura

Di
Redazione PD Lazio
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"Le primarie sono uno strumento fondamentale per sciogliere i nodi che il gioco delle correnti complica. Gli iscritti e i cittadini sono spesso più saggi dei giochi di vertice". Lo scrive Goffredo Bettini, membro del coordinamento nazionale del Pd, sul Riformista esprimendo "grave preoccupazione sul Pd di Roma e del Lazio, lacerato e troppo immobile, attraversato da una crisi dei gruppi dirigenti che può e deve essere risolta, se non si persevera nei personalismi, nel gioco delle oligarchie, nelle ipocrisie". "La storia è nota - dice Bettini - Il segretario regionale Alessandro Mazzoli, espressione della maggioranza congressuale di Bersani, tempo fa è stato sfiduciato. Successivamente sono passati mesi di trattative, patti, tentativi, attese, annunci non seguiti da fatti, fino al punto di individuare in Piero Latino un possibile candidato, proposto dalla stessa maggioranza di Mazzoli e dalla mozione Marino (in un gesto di estrema responsabilità unitaria), che tuttavia si conclude con un niente di fatto perchè al voto segreto non ha raggiunto il quorum sufficiente". "A questo punto Zingaretti, il leader in questo momento più autorevole di Roma e del Lazio, sollecita di fare presto: 'sbrigatevi'. Sono d'accordo : La sola strada è la trasparenza democratica. Anche se andrà meno gente a votare (diecimila? Ventimila?), sarà sempre meglio delle sfibranti e inconcludenti trattative - spiega l'ex coordinatore del Pd - tra cento o duecento persone chiuse in una stanza. Dunque: sbrighiamoci a fare le primarie. E impegniamoci tutti a scegliere date e percorsi". Sull'ipotesi circolata del commissariamento del Pd laziale Bettini ritiene che sarebbe "una sciagura e, in quel caso, per responsabilità metterei tutto il mio impegno per contrastarla. Il commissario sarebbe scelto da chi in questi mesi non ha avuto le idee e la consapevolezza per dare una stabilità al Pd del Lazio. Sarebbe un colpo all'autonomia di un partito, sì oggi in difficoltà, ma sicuramente geloso della propria autonomia (che troppi pochi difendono). E infine sarebbe una umiliazione di un intero territorio che negli ultimi quindici anni, ha partorito - conclude l'esponente del Pd -, 'punte di diamante' della politica nazionale".

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