“Noto che è cominciato il dispiegamento di forze a difesa e tutela della Presidente della Regione Lazio, Renata Polverini. La difendono Alemanno, Brozzi, Gramazio, Ciocchetti, Miele, Fiorito e via dicendo. Tutti parlano di strumentalizzazione e ricerca dello scandalo. A me sembra, al contrario, che l’inchiesta dell’Espresso sia corredata di informazioni documentate e certificate. A tal punto che nessuno degli strenui difensori della Presidente chiarisce quali siano i requisiti attraverso i quali la Polverini e suo marito occupino una casa dell’Ater a due passi dal centro di Roma. Voglio ricordare che Buontempo, solo quattro giorni fa, se l’è presa con chi sta sopra il reddito minimo di 18mila euro l'anno. Andrebbe sfrattato dall’Ater, ha detto l’Assessore alla Casa della Giunta di centrodestra. Ora mi aspetto che il nuovo Commissario Prestagiovanni invii questa famosa lettera di sfratto alla Polverini. Soprattutto se lo aspettano le migliaia di famiglie che avrebbero pieno diritto a una casa dell’Ater e da anni sono inserite in un’interminabile graduatoria”.