di Laura Ricci, coordinatore della Commissione “Assetto del territorio, mobilità e infrastrutture, innovazione”
Il 12 maggio 2015 ha avuto luogo il primo incontro della Commissione “Assetto del territorio, mobilità e infrastrutture, innovazione”.
Sulla pagina web della Commissione è disponibile in pdf una breve sintesi di quanto discusso e deciso oltre alla lista dei componenti della Commissione e alle date degli incontri.
Il governo del territorio, dopo la modifica del titolo V della Costituzione del 2001 è una materia concorrente Stato Regioni.
Come si legge nella proposta di legge Principi fondamentali di governo del territorio dell’Istituto Nazionale di Urbanistica (2008) “Il governo del territorio è l’insieme delle azioni che mirano a definirne l’assetto, a garantirne la tutela e a promuoverne lo sviluppo. Esso comprende attività legislative e regolamentari, conoscitive e valutative, pianificatorie e programmatorie, regolative, di vigilanza e di controllo, nonché tutte le azioni relative alla difesa, tutela e valorizzazione del territorio o comunque aventi ad oggetto la trasformazione e l’uso dello stesso ai fini pubblici, di interesse pubblico, generale e privato”.
Spetta allo Stato, in attuazione dell’articolo 117, comma 3, della Costituzione definire una Legge di principi per il Governo del territorio, sulla base della quale le Regioni possano legiferare e che definisca la nozione di governo del territorio, affermando l’esigenza di una funzione pubblica per la sua regolazione, e che costituisca un riferimento imprescindibile per la promozione di specifiche politiche di governo, a supporto di scenari che pongano la città al centro di processi di sviluppo.
La Legge di principi non è mai stata approvata, le moltissime proposte presentate sono rimaste ferme in Commissione parlamentare e oggi il sistema normativo è basato ancora sulla Legge urbanistica nazionale 1150/42.
Di converso, quasi tutte le Regioni hanno legiferato autonomamente, spesso introducendo elementi innovativi, ma con forti differenziazioni e anche aspetti contraddittori, in mancanza di un quadro unitario di riferimento.
La LR 38/99 della Regione Lazio non è una legge di governo del territorio e, pur recente in termini temporali, è in realtà, sotto il profilo della struttura complessiva, una legge vecchia, che spesso si limita a chiamare con nomi nuovi strumenti e meccanismi obsoleti.
In termini generali, la Riforma a livello statale riveste un carattere di urgenza e di indifferibilità, sia ai fini del superamento dell’obsoleto del sistema vigente, sia per declinare i principi fondamentali e le politiche di competenza statale, cui devono far riferimento gli strumenti e le politiche degli Enti locali, sia per garantire il consolidamento giuridico degli aspetti più innovativi presenti nelle varie leggi regionali riformiste, sia infine per superare i limiti e le molte contraddizioni giuridiche dovuti all’assenza di una normativa nazionale, che il quadro esito delle diverse esperienze presenta.
Ma anche a livello regionale è necessaria una legge che recepisca gli elementi più innovativi, gli strumenti, i meccanismi e necessari a governare i territori amministrati.
In questo contesto i temi proposti fanno riferimento a:
Il metodo di lavoro che la Commissione intende adottare prevede, anche attraverso una successiva, eventuale, articolazione della Commissione in sottogruppi tematici e di interesse:
La Commissione si propone inoltre come un luogo di riflessione aperto a tutti coloro che nel PD Lazio intendono impegnarsi in tale ambito: i lavori e le conclusioni della Commissione saranno pertanto documentati e messi a disposizione, anche attraverso il sito alessia.advepa.eu/PD-LAZIO/ a iscritti e cittadini.
Il criterio informatore alla base delle fasi di approfondimento, valutazione e proposta trae origine da un approccio riformista che afferma con forza il carattere di impegno etico e civile, le finalità sociali e di perseguimento dell’interesse generale dell’urbanistica, la rilevanza del suo ruolo nel governo e nella costruzione della città pubblica, nella promozione della qualità del territorio, della città e del paesaggio attraverso il progetto.
Una disciplina non solo tecnica, che interagisce con l’economia e la politica, imprimendo, attraverso la costante applicazione di politiche, leggi e piani, segni significativi sulla città e sui territori amministrati.
Le principali scelte urbanistiche di una città sono quindi scelte apertamente politiche, dal momento che una politica e un piano urbanistici sono costruiti nel tempo in stretta combinazione tra elementi disciplinari e strategie politiche.
In questo quadro i parametri di riferimento che la Commissione propone di usare a fondamento delle sue valutazioni sono appunto quelli relativi all’innovazione e all’utilità sociale e quindi al contributo effettivo esplicato dai piani, dai progetti dalle norme al concreto governo del territorio.
A questi fini sarà fondamentale il confronto diretto, in forma di audizioni ma anche di incontri allargati con i referenti delle istituzioni e degli enti locali.
Tutti i presenti sono intervenuti per presentarsi e suggerire temi e modalità operative.
Punti discussi: