RISPOSTA SEMPLICE
Dopo mesi passati nel tentativo vano di comprendere, attraverso i canali istituzionali, per quale regione il piano di rientro sanitario predisposto dalla Governatrice Polverini penalizza oltre il necessario il territorio del Comune di Velletri e indirettamente anche i Comuni di Lariano, Lanuvio, Nemi, Genzano, Cisterna e Cori nell'ambito dei Castelli Romani, le forze sociali, politiche e civili decidono di constituirsi in comitato e, come atto di forte denuncia, scelgoono di occupare in forma permanenente la sala consiliare del Comune per denunciare pubblicamente il rischio di una significativa riduzione dei livelli di assistenza sanitaria.
NON PAROLE MA FATTI
L'Ospedale civile di Velletri, Paolo Colombo, è una struttura che aveva 12 reparti, 181 posti letto, ospitava il laboratorio di analisi più produttivo della Asl Roma H, serviva un bacino di popolazione di oltre 100.000 cittadini e ha registrato nel 2010 oltre 35.000 accessi (poco meno di 100 al giorno) al pronto soccorso. Oggi, a causa:
- del Piano di rientro regionale predisposto dalla Polverini;
- del declassamento da DEA I livello a Pronto Soccorso;
- del blocco delle assunzioni del personale medico e paramedico;
- del mancato rinnovo dei contratti al personale precario;
si sta avviando lentamente ma inesorabilmente al collasso prima dei tagli previsti. Una situazione più volte denunciata dagli operatori ma sottovalutata anche dalla direzione della Asl Roma H.
E ANCORA
Per questo, anche se l'ospedale, secondo l'atto aziendale dovrebbe avere 181 posti letto, per le limitate risorse umane e in virtù deigli interventi previsti, ci stiamo avvicinando a circa 110 posti letto con una riduzione pesantissima del 40%. Pochi, pochissimi posti letto per rispettare la qualità dell'assistenza, secondo gli standard previsti in ogni struttura del Servizio Sanitario Nazionale (Dlgs 29/93).
Considerando che lo standard minimo previsto dallo stesso Piano Polverini parla di n° 3 posti letto ogni 1000 abitanti, considerando che gli utenti del polo Colombo sono circa 100.000, l'ospedale di Velletri dovrebbe avere, integrato con le strutture private, almeno 200 posti letto. Siamo molto lontani!
E QUINDI?
In questo contesto, le strutture private convenzionate del territorio avranno un grosso vantaggio competitivo, pur avendo molto spesso standard di assistenza inferiori sia per numero di personale che per qualità dei servizi disponibili.
Così la riduzione di servizi essenziali, che solo le strutture pubbliche possono garantire in caso di patologie di elevata complessità, pone i cittadini in una condizione estremamente precaria dove si deve scegliere tra i limiti della sanità privata locale e la sanità pubblica nell'area di Roma più qualificata ma insufficiente