Non si può aumentare del 10% il bollo auto, incrementare il costo della benzina, tagliare di 250 milioni di euro i fondi per il trasporto pubblico locale, arrivare al dimezzamento degli stanziamenti per le politiche sociali, pretendere sacrifici, lacrime e sangue dai cittadini e contemporaneamente regalare agli assessori esterni, i fedelissimi della sua Giunta non eletti dal popolo, un vitalizio per i loro servigi. Così la Polverini getta il discredito sull’istituzione regionale, provoca rabbia e sconforto anche nelle persone che l’hanno eletta e mette il Lazio alla berlina davanti alle altre regioni italiane.