“Oggi incontreremo, prima dell’apertura della commissione lavoro e politiche sociali, una rappresentanza di lavoratori LSU di Priverno seriamente preoccupati per il loro destino. La Regione Lazio ha concesso la proroga fino al 15 dicembre per presentare le domande di fuoriuscita volontaria dal bacino regionale dei Lavoratori Socialmente Utili. Una fuoriuscita che, in pratica, si risolve nella scelta di prendere 35mila euro e andare via, abbandonando compiti importanti svolti all’interno del Comune di appartenenza. A Priverno queste persone si occupano del laboratorio di educazione ambientale e di vari servizi di qualità, compresi quelli legati all’attività museale. Se scelgono di rimanere nel bacino lo fanno senza certezze sul loro futuro. Le carenze e i costi del personale rischiano così di finire in carico alle malandate casse dei Comuni della nostra regione, dove migliaia di lavoratori sono impiegati nei compiti più diversi. Questo vergognoso scaricabarile umilia il lavoratore e, nel caso di Priverno, mette pubblicamente contro anche due amministrazioni di centrodestra con l’assessore al personale del Comune pontino che attacca l’assessore Zezza. A rimanere umiliato è proprio il diritto al lavoro di queste persone, precari senza speranza che combattono in cerca di una soluzione definitiva”.