Vista la sordità di questa Regione rispetto ai problemi dei disabili e dei pazienti psichiatrici, oggi ho inviato una lettera al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, per chiedere un suo autorevole interessamento. Solo cosi forse, il Commissario ad acta, prenderà atto di ciò che sta avvenendo e che denunciamo da tempo. Persone invalide in terapia psichiatrica presso strutture fuori Regione, vengono rispedite a casa, come fossero pacchi postali, perche la Regione non paga il necessario. I percorsi di cura vengono bruscamente interrotti. Le famiglie devono farsi carico del problema e vengono lasciate sole, letteralmente in mezzo alla strada Tutto questo accade nonostante il parere contrario di medici, psicologi e psichiatri che vedono compromessi i progressi dovuti alle terapie. Ottenere risparmi in questo modo è immorale, si toglie ogni speranza a pazienti e famiglie , e credo leda in modo grave lo stesso dettato costituzionale. Da qui la mia decisione di interessare la Presidenza della Repubblica. Alla base di tutto ci sono le tariffe riconosciute dalla Regione Lazio assolutamente inadeguate e derivate dall’applicazione ottusa di un piano di rientro che pone la sua attenzione ai conti e non alle persone.
L’ultimo caso che ci è stato segnalato riguarda una ragazza di 26 anni in cura presso la Comunità terapeutica Lahuen a Orvieto, Umbria, affetta da forti disturbi della personalità. Negli ultimi tempi il suo stato di salute ha registrato netti miglioramenti, come evidenziato dalla relazione inviata alla Asl RmC dai medici della struttura umbra. Nonostante questo il prossimo 31 agosto, deve interrompere le cure perche i soldi sono finiti. Di fronte a cio non si puo tacere. Spero che il Presidente Napolitano di cui conosciamo la estrema sensibilità umana oltre che istituzionale,ci aiuti a far pervenire a chi ne ha la competenza questo grido di allarme nella speranza che serva a suscitare l’attenzione che merita e che è dovuta ai disabili e alle loro famiglie.