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Di Carlo: La Corte dei Conti scagiona gli amministratori ATAC dell'era del centrosinistra

Di
Redazione PD Lazio
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“Si scioglie come neve al sole la manovra politica voluta nel 2004 dagli uomini di An di mettere sotto accusa i vertici dell’Atac nell’era del centrosinistra. Allora l’attuale presidente di Ama Clarke presentò un esposto alla Corte dei Conti che denunciava difetti strutturali nei tram di 44 metri acquistati dall’azienda chiedendo i danni agli amministratori che avevano fatto la scelta. La sentenza della Corte libera da ogni dubbio il mio operato come quello di Mauro Calamante, Gioacchino Gabbuti, Filippo Allegra, Alberto Scoppola Roberto Cavalieri e Giovanni Rovere. Tanto era campata in aria quella denuncia, che la sentenza censura pesantemente l’operato della stessa Procura che aveva svolto l’indagine perché, sostanzialmente, è parsa meno attenta ai fatti e più all’input politico di An di dimostrare comunque una mala gestione. La sentenza rimette le cose a posto, scagiona tutti gli amministratori e condanna l’Atac a pagare anche gli avvocati che ci hanno difeso. Con una decisione assolutamente incomprensibile, l’attuale Ad dell’Azienda ha scelto infatti , solo 10 giorni fa, come racconta un noto quotidiano on line, di affiancarsi alla Corte, con il risultato di porsi contro se stessa. Aggiungendo il danno alla beffa. Questi i risultati dell’era Alemanno che, come dice la Corte dei Conti, ha ricevuto dalle precedenti amministrazioni una situazione “pulita” ed appalti regolari necessari a rendere moderna e funzionale l’Azienda di trasposto pubblico romana. Una dimostrazione ulteriore che le maggioranze di centro sinistra governavano, Alemanno e il centrodestra invece non ne sono proprio capaci”.

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