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DI STEFANO: CROCE ROSSA – 118, ALTRO CHE SOLUZIONE, QUI SI SPINGONO 90 OPERATORI VERSO UN... PRECARIO PRECARIATO

Di
Redazione PD Lazio
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Sanità nel Lazio, continua la politica regionale del dire una cosa e farne un’altra; ultimo esempio: quello dei lavoratori della Croce Rossa, sempre più precari.
Il 30 settembre scorso è infatti scaduta la convenzione tra l’Ares 118 e la Croce Rossa Italiana, in base alla quale circa 90 lavoratori (precari) di quest’ultima assicuravano il servizio delle postazioni di primo soccorso di Casal Palocco, Fontenuova, Lariano, Guidonia, Santa Maria delle Mole e Ponte Galeria (tutte con un’autoambulanza), e la postazione Gordiani (che di ambulanze ne ha due).
Scaduta la convenzione, in arrivo il licenziamento per tutti. Ma la presidente Polverini si era detta pronta a occuparsi della sorte dei novanta precari, risolvendo il problema. Ora, oggi si scopre che la soluzione sta tutta nel portare avanti il precariato di questi operatori per altri tre mesi (con un salario più basso) e quindi sostanzialmente nel ritardarne la messa in disoccupazione fino a Capodanno, in piene feste.
Una soluzione abborracciata che non risolve nulla, né il problema del precariato degli operatori della Croce Rossa, che certo non meritano questo tipo di trattamento, né la questione dell’affidamento del servizio di emergenza, arrivato inopinatamente a scadenza e per il quale si profila l’affidamento a privati, né il problema della copertura del servizio, visto che in questo momento ampie zone dell’area romana sono affidate a un... precario precariato.
E meno male che la Sanità del Lazio doveva essere in via di drastico risanamento: qui si vedono solo servizi in bilico, professionalità sminuite e umiliate e un sostanziale, lento e silenzioso smantellamento del servizio sanitario pubblico.

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