Sono passati ormai quasi due settimane dall’approvazione, da parte del Governo, del secondo decreto su Roma Capitale e sono passati sei mesi dalla firma del protocollo d’intesa tra Regione Lazio e Comune di Roma; un protocollo nel quale si legge (articolo 3) che “entro sette giorni” dalla stipula si sarebbe dovuto costituire “un comitato paritetico composto di rappresentanti dei due enti per l’individuazione di tempi, modalità e criteri del conferimento” di funzioni amministrative (e delle relative risorse) dalla Regione a Roma. Del comitato paritetico in questione, però, ancora non c’è traccia…
Ora, però, alle viste anche delle ultime notizie rimbalzate sulla stampa su più o meno chiari progetti di riorganizzazione dei municipi romani che sarebbero in corso nelle segrete stanze del Comune, mi pare che sia sempre più urgente che si cominci a discutere, in concreto e pubblicamente, di quali e quante funzioni regionali si potrebbero trasferire a Roma.
Oggi più che mai è infatti importante cominciare a lavorare per adeguare le nostre istituzioni alla modernità e alle necessità delle nostre comunità territoriali; si deve quindi cominciare subito a lavorare per non arrivare impreparati e all’ultimo momento come al solito; solo così il lavoro degli ultimi mesi avrà avuto un senso, altrimenti i cittadini non ci perdoneranno dilazioni e rimpalli di responsabilità e avremo solo perso tempo.