Il cambio di passo c’è stato e si vede: il secondo decreto su Roma Capitale è realtà, è stata riattaccata la spina al motore della riforma. A una manciata di giorni dall’insediamento, il nuovo Governo è riuscito a fare quanto quello precedente, permanentemente ostaggio dei ricatti leghisti, non è riuscito a fare in mesi e mesi.
La riforma di Roma Capitale, quindi, è salva e lo si deve, tanto alla sensibilità del nuovo esecutivo, cui vanno i nostri ringraziamenti, quanto all’attività delle istituzioni del territorio – prime tra tutte le Commissioni Consiliari di Regione, Provincia e Comune di Roma – che hanno sempre creduto alla possibilità di mandare in porto la riforma e che hanno lavorato fino alla fine perché tutto il lavoro fatto fin qui non cadesse nel vuoto, con il loro lavoro istituzionale e con i reiterati e convinti appelli alle forze politiche e alle istituzioni.
E se hanno vinto le istanze del territorio romano e laziale, ha nettamente perso la Lega, col suo artificioso preconcetto antiromano e con le sue ripetute e pretestuose manovre per ritardare e bloccare una riforma che Roma attende da decenni.
Ora possiamo finalmente tutti rimetterci a lavorare in modo serio e produttivo ed è per questo che chiedo da subito alla presidente Polverini e al sindaco Alemanno di dare subito applicazione all’articolo 3 del protocollo d’intesa sottoscritto in Consiglio Regionale il 20 ottobre scorso, costituendo il comitato tecnico paritetico Comune-Regione che deve subito cominciare a studiare tempi, modalità e criteri del conferimento delle funzioni che la Regione trasferirà a Roma Capitale.