“Il diritto allo studio è uno dei settori più colpiti dai tagli del governo Berlusconi e della Giunta Polverini. Per questo motivo ho presentato una proposta di legge che si prefigge di rendere attuali le norme della precedente legge n.29 del 1992 alla luce dei cambiamenti sociali e normativi avvenuti in questi anni e in virtù dell’attuazione delle norme sul federalismo fiscale che incideranno non poco sulle competenze della Regione. Vogliamo garantire il diritto allo studio per tutti e per tutta la vita favorendo il riconoscimento del merito e delle competenze acquisite e rimuovendo gli ostacoli che ne impediscono ad oggi la fruizione, soprattutto per le categorie sociali più deboli. Con questa legge riusciremo a prevenire e recuperare la dispersione scolastica e formativa realizzando un forte raccordo tra istruzione, formazione e mondo del lavoro”.