La stangata che si abbatterà dal prossimo 1° giugno sui pendolari del Lazio che usufruiscono, per studio o per lavoro, del servizio di trasporto pubblico del Cotral, ha il sapore dell’ultima amara medicina che si somministra al malato in coma.
Infatti, dopo oltre due anni di gestione del centrodestra, l’azienda ha presentato un bilancio – approvato a maggioranza dal consiglio di amministrazione con due voti contrari – che presenta un buco di oltre 26 milioni di euro. E ora chi paga?
La Regione Lazio… che, come socio di maggioranza, è adesso chiamata a sanare il buco, ovviamente con i soldi dei cittadini. O sarà fallimento.
La verità è che in questi due anni nulla è stato fatto per risanare il Cotral, anzi: sprechi e inefficienze sono aumentati, così come i disservizi a carico degli utenti con soppressione di corse e pullman sempre più sporchi e stracarichi. In tutto ciò l’assessore alla mobilità Lollobrigida tace mentre l’azienda va allo sbando.
Con quale coraggio, quindi, si stanno chiedendo ai pendolari nuovi pesanti sacrifici dovuti ai rincari tariffari mentre il Cotral è sull’orlo del baratro a causa di questa sciagurata gestione? Oltre al danno anche la beffa…