Il litorale romano rischia di dover subire l’ennesimo, inaccettabile sfregio. Stavolta sono protagoniste le spiagge (finora) libere del XIII Municipio, quelle frequentate tutte le estati dai romani, per la gestione delle quali il Municipio ha emanato un bando di gara con dei contenuti che vanno dall’inaccettabile al preoccupante e che, nonostante le accorate proteste dell’opposizione e le iniziative clamorose che sta portando avanti il gruppo municipale del Partito Democratico, l’attuale maggioranza non intende modificare.
Il bando in questione è quello che dispone “l’affidamento dei servizi connessi alla balneazione” e contiene tutta una serie di disposizioni inaccettabili. Gli esempi? Una valanga: gli affidamenti potranno arrivare di fatto fino a 12 anni (4 anni più 8 rinnovabili annualmente), una vera svendita del litorale romano, per un periodo di tempo esorbitante; alle cooperative sociali risulta riservato solo un lotto, senza nessuna garanzia di sopravvivenza per quanto fatto finora in termini di recupero sociale e reinserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati; il bando poi prevede la possibilità di creare sull’arenile strutture eccessivamente grandi, cui annettere anche “impianti sportivi” e strutture “funzionali alla gestione della spiaggia”, cui si aggiunge l’attenuazione del divieto di “preposizionamento” di ombrelloni e lettini (per i quali il prezzo massimo sale da 5 a 7 euro…): praticamente stiamo parlando della trasformazione di spiagge libere con servizi in stabilimenti balneari…
Ma non è tutto: nel bando ci sono anche parti inquietanti, come quella che prevede la possibilità che partecipino per l’assegnazione anche società e associazioni temporanee di imprese costituite dopo la pubblicazione del bando, senza quindi che si possano in nessun modo valutare i requisiti professionali dei partecipanti. Per non parlare del fatto che il bando non prevede in nessun modo l’obbligo di coinvolgere figure di garanzia (come magistrati o il prefetto) nella composizione della commissione esaminatrice delle candidature, facendo sorgere grandi preoccupazioni in merito a possibili infiltrazioni della criminalità organizzata nella gestione del ricco mercato della balneazione estiva del litorale romano.
Ce n’è più che a sufficienza per essere preoccupati e per richiedere all’amministrazione municipale di fare marcia indietro. Mi associo quindi completamente alla forte protesta che stanno portando avanti i consiglieri del PD del XIII municipio e alla loro richiesta di far ritirare il bando. Il litorale romano non deve essere né svenduto né esposto al rischio di cadere in mano alla criminalità.