Questa mattina, nel sit-in davanti alla Regione Lazio, le donne del Pd Lazio hanno ribadito con forza le ragioni della loro contrarietà alle posizioni ostruzioniste assunte dalla presidente Polverini sulla Ru486, che ledono di fatto il diritto delle donne di poter scegliere la metodica per l’interruzione di gravidanza nel Lazio. L’imposizione dei tre giorni di degenza, a prescindere dalla valutazione medica, comporta anche un aggravio di costi rispetto ad una metodica ben più invasiva come quella chirurgica effettuata in day hospital, quando, invece, le risorse economiche potrebbero essere destinate ad iniziative di supporto alla maternità e di prevenzione. Ricordiamo che in altre regioni come la Puglia e la Toscana la procedura con la Ru486 è già praticata in regime di day hospital, mentre la Polverini sta costringendo le donne del Lazio a sottoporsi ad intervento chirurgico o a recarsi in altre regioni. La sua intenzione di targare i posti letto, indicando anche quali dovrebbero essere i centri più adatti, è inaccettabile e rappresenta solo un modo per arrampicarsi sugli specchi nel tentativo di allungare i tempi. I centri esistono già: sono quelli dove si pratica l’interruzione di gravidanza. Che Renata Polverini rispetti la L 194/78 e i diritti delle donne e non faccia pagare alla sanità del Lazio il conto di una sua posizione ideologica, togliendo inoltre risorse economiche destinabili al sostegno delle famiglie.
Le donne del Pd Lazio