"Evitare che il servizio dell'emergenza Ares 118 vada in rovina per mancanza di mezzi, personale, mala organizzazione e che le innovazioni tecnologiche installate lo scorso autunno per migliorare il controllo dei mezzi vengano messe da parte. E' questo il senso dell'interrogazione presentata oggi dai consiglieri Pd Tonino D'Annibale e Enzo Foschi". Così in una nota del gruppo Pd alla Regione. "Se non si interviene subito - dicono i due consiglieri- c'è il rischio che si faccia strada una privatizzazione selvaggia del servizio a scapito della sicurezza dei cittadini ed a favore di società grandi e piccole con poca e nulla professionalità. Oggi il servizio 118 a causa di un piano di rientro miope ha carenza di 159 medici, 478 infermieri 579 barellieri soccorritori., mentre mancano 50 ambulanze. Il risultato è un servizio non in linea con gli standard nazionali e internazionali previsti anche dalla Regione Lazio". "Questa situazione - continuano - costa alla Regione 20 milioni di euro per lavoro straordinario. Una cifra enorme. La proposta del Pd è di ridurre del 50% questo fondo e di utilizzare l'altro 50% per procedere a nuove assunzioni. Nello stesso tempo occorre sbloccare lo stanziamento di 10 milioni destinato alla ristrutturazione delle 70 postazioni, ed imporre alle ambulanze private convenzionate il rispetto degli standard minimi previsti a livello nazionale ed europeo, e infine procedere immediatamente alla nomina di un nuovo direttore generale". "Per settembre - dichiarano D'Annibale e Foschi- e in vista della prevista pandemia influenzale autunnale, abbiamo bisogno di una servizio d'emergenza efficiente e articolato sul territorio. Occorre che la Presidente Polverini nella sua qualità di Commissario ad acta chieda al tavolo tecnico le deroghe necessarie all'assunzione del personale e che a breve presenti un piano per la rete d'emergenza cosi come annunciato, che però non sia buono solo per ottenere l'approvazione del Tavolo tecnico ministeriale, ma sopratutto sia in grado di garantire sicurezza ai cittadini. Diversamente aumenterà il rischio di interventi tardivi e conseguenti episodi di intolleranza".