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Foschi: E se il PDL lo avesse fatto intenzionalmente?

Di
Redazione PD Lazio
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“Si tratta, di un errore talmente macroscopico ma anche talmente grossolano che la domanda, come diceva un noto giornalista, sorge spontanea: è possibile che persone con esperienza almeno decennale nella macchina della burocrazia elettorale siano incorse in così tanti disguidi e siano stati così sprovveduti? O non è forse lecito iniziare a pensare che dietro ci sia una evidente volontà di creare scompiglio erigendosi a vittime e quindi conquistando consensi tra gli elettori? Dalla serata di ieri, infatti anche il presidente Berlusconi è ‘sceso in campo’ alla sua maniera e con i suoi potenti mezzi annunciando una grande manifestazione contro i giudici talebani e contro una sinistra cattiva. E quello che accade, di fatto, è che non si parla più dei temi che interessano i cittadini della regione, sanità, lavoro, diritti, non si parla di Mokbel che stava organizzando cene elettorali per un candidato del centrodestra mentre il sindaco Alemanno proprio ora annuncia che ci sarà anche lui ‘perché non si può ignorare quanto è successo. Insomma il terreno del confronto rischia, inevitabilmente, di spostarsi sul niente e in tutto questo il Pdl, che avrebbe dovuto chiedere scusa, invece di tentare la strada della forzatura della legge, sta iniziando la sua strategia del vittimismo”. E’ quanto ha affermato, Enzo Foschi, candidato del Pd alla regione Lazio, in merito a quanto hanno riferito i magistrati del Tar sulla mancata presentazione da parte della Pdl di numerosi documenti al momento della consegna della lista dei candidati per le elezioni regionali.

“I magistrati del Tar, nella loro relazione sulle motivazioni per aver ricusato la lista della Pdl, sottolineano - ha spiegato Enzo Foschi - che il decreto legge interpretativo del governo è inapplicabile alla situazione, oltre che per l’esistenza di una legge regionale in materia, anche perché i delegati del centrodestra lo scorso 27 febbraio non hanno presentato neanche la documentazione necessaria di base. Tra questi, oltre alla lista vera e propria - ha riferito il candidato del Pd - "l'atto principale della 'dichiarazione di accettazione della candidatura da parte di ciascun candidato', la 'dichiarazione di collegamento della lista provinciale con una delle liste regionali', la 'copia di un'analoga dichiarazione resa dai delegati alla presentazione della lista regionale', i certificati elettorali dei candidati, il modello del contrassegno della lista provinciale, la 'indicazione di due delegati autorizzati a designare' i rappresentanti della lista. Davvero incredibile”.

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