“Se la candidata Polverini si sente “meglio che altrove” e “a casa” in periferia è una buona cosa e senz’altro suona bene alle orecchie dell’elettorato, peccato però che risulti alle cronache che qualche anno fa la stessa Polverini abbia proceduto all’acquisto di una magione di plurime stanze, per non parlare dei servizi igienici, dei box e dei balconi, a San Saba, un quartiere che neanche il più “borderline” degli urbanisti si azzarderebbe a definire “periferia””.E’ quanto afferma il consigliere regionale PD, Enzo Foschi.
“Se veramente a questi proclami che esaltano le “scarpe infangate” e le quotidiane odissee in autobus, la candidata avesse voluto dare un seguito coerente – prosegue Foschi -, avrebbe potuto benissimo concludere i suoi affari immobiliari nella natia Magliana, piuttosto che privilegiare un quartiere “in” come S. Saba, che è tutto tranne una periferia. Polverini ci offre un ennesimo esempio del suo predicare bene e razzolare male.
Il problema vero, è che le periferie romane non hanno bisogno di chiacchiere da amarcord su meravigliose età dell’oro metropolitane che in realtà mai non furono… Le periferie e chi le abita si meritano discorsi seri che parlino di riqualificazione, servizi, trasporti pubblici efficienti, manutenzione sulle buche affinché non si rischi la vita in moto e in motorino, aree verdi, fogne e parcheggi.
Le periferie non sono belle perché ci si infanga le scarpe – conclude Foschi - ma per quello che possono diventare”.