“Siamo passati dall'affermazione che 'con la cultura non si mangia’ del governo Berlusconi, alla destra romana che vuole mangiarsi la Cultura. Le vicende della Festa del Cinema e il caso Müller sono il frutto amaro di un ragionamento che considera la cultura un contenitore uguale agli altri e quindi da gestire con la forza dei numeri e con le necessità della politica di parte”. Lo scrive in un comunicato il deputato del Pd, Enrico Gasbarra. “E’ utile aprire il mercato dei direttori dei Festival così come avviene nelle guerre dei network televisivi per le guest star? E’ utile usare il bilancio dell’Istituzione che si governa per minare, interferire nella vita di un progetto così importante come è la Festa del Cinema di Roma? E’ utile usare la cultura come terreno di scontro per stabilire chi è più forte, potente e prepotente non soltanto tra gli Enti locali, ma addirittura per ristabilire gerarchie di potere tra le correnti della destra e più precisamente se conta di più Alemanno o Polverini? Tutto questo – aggiunge Gasbarra - non è utile, anzi è tremendamente dannoso e rischia di impoverire la prestigiosa rassegna, rendendo il già ridotto programma culturale della capitale ancora più risicato”. “La destra fermi questo assurdo braccio di ferro, ritrovi il senso delle istituzioni e il rispetto per la cultura. Il sindaco e la presidente raccolgano il saggio appello del presidente Zingaretti affinché gli enti locali affrontino questo delicato momento di crisi economica unendo le risorse per un grande progetto comune che sostenga la cultura del territorio in tutte le sue preziose e qualificate espressioni. Alla politica - conclude Gasbarra - spetta l'alto compito di favorire il cammino e la vita delle iniziative culturali non quello di imprigionarla con ingerenze e utilità di parte. La cultura non può avere padroni, la cultura è libera e libera deve rimanere come sta dimostrando la meravigliosa esperienza del Teatro Valle di Roma”.