(questa intervista è disponibile anche in formato pdf - Text available also in English)
Buongiorno Lucia, vuoi presentarti?
Lucia Valente : Sono nata a Gaeta, sono avvocato e sono l’Assessore al Lavoro della Regione Lazio , presieduta da Nicola Zingaretti.
Sono anche Professore associato di diritto del lavoro dell’Università La Sapienza di Roma – Facoltà di Giurisprudenza.
Dal 1991, anno della mia laurea, mi occupo di diritto del lavoro.
Maggiori informazioni sono disponibili in http://www.regione.lazio.it/valente/#PresentazioneHome
Di cosa si occupa l’assessorato al lavoro della Regione Lazio? Quali sono le competenze regionali in questo campo?
Si occupa della tutela della persona nel mercato del lavoro: in particolare, combatte la disoccupazione giovanile, agevola il ricollocamento lavorativo di chi ha perso il posto, riequilibra il rapporto tra politiche attive e passive. Questi gli obiettivi prioritari dell’assessorato al Lavoro della Regione Lazio che ha voluto dare un nuovo impulso alle politiche attive del lavoro.
La crisi economica ha cambiato in profondità il volto del mercato del lavoro in Italia e nella nostra regione. Una crisi strutturale e non solo congiunturale, che ha investito il sistema produttivo, modificato la struttura dei consumi e degli investimenti con inevitabili riflessi sul tessuto economico, sociale e occupazionale del nostro territorio.
Evidente che di fronte a questi mutamenti, la risposta non può essere solo il ricorso agli ammortizzatori sociali, utili nelle situazioni di emergenza a garantire il sostegno al reddito, ma scarsamente efficaci nel medio e lungo periodo e con pesanti contraccolpi sociali e finanziari.
C’è bisogno di accompagnare i processi di trasformazione, cercando di attenuarne gli effetti negativi mettendo in atto tutti gli strumenti utili a creare nuove opportunità di lavoro stabile, qualificato, nei settori economici più promettenti per il mercato domestico e internazionale.
Per questo, come Regione Lazio abbiamo elaborato due anni e mezzo fa una strategia in 10 punti che si propone di dare risposte immediate e efficaci a rendere più dinamico e inclusivo il mercato del lavoro.
Quali sono questi 10 punti?
I 10 punti della nostra strategia – rivisitati sulla base delle risorse disponibili in linea con le disposizioni comunitarie - sono i seguenti.
A che punto siete nella realizzazione di questi punti?
Posso dire che siamo a buon punto ma non ci fermiamo. In questi giorni stiamo per pubblicare la prima graduatoria del bando di oltre 10 milioni di euro sul Contratto di ricollocazione e il reddito di attivazione. Abbiamo ricevuto 14mila domande e – in questa prima fase – possiamo accoglierne 2mila. Ma all’inizio del 2016 pubblicheremo un nuovo bando. Abbiamo provveduto a organizzare i servizi per il lavoro. Con la delibera sull’accreditamento abbiamo creato un “modello Lazio” basato sulla cooperazione tra pubblico e privato, rafforzandone e valorizzandone la sinergia attraverso le parole chiave governance pubblica e operatività privata e ora ci apprestiamo a firmare la Convenzione con il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali sulla nuova gestione dei servizi per il lavoro in vista della nascita dell’Anpal. Siamo a lavoro per la nascita di un Osservatorio regionale sul lavoro e un Testo Unico delle leggi regionali sul lavoro. È importante, per decidere quali politiche attuare, conoscere i risultati e le performance di quelle già in atto. Solo così possiamo tornare a crescere e vedere il segno più di fronte ai dati sull’occupazione.
Recentemente, in occasione della conferenza sul lavoro del PD Lazio, sei intervenuta sul tema delle “politiche attive” per il lavoro. Puoi spiegare di che si tratta?
Le “politiche passive” puntano a contrastare la disoccupazione e i disagi ad essa connessi predisponendo misure di supporto come il sostegno al reddito mentre con “politiche attive” si intendono tutte le iniziative messe in campo dalle istituzioni, nazionali e locali, per promuovere l’occupazione e l’inserimento lavorativo.
Le “politiche attive” si articolano lungo le quattro direttrici indicate prima nell’Agenda di Lisbona e poi nella Strategia Europea per l’Occupazione (SEO):
Puoi darci qualche esempio concreto di “politiche attive” per il lavoro su cui la Regione Lazio sta operando?
Tra le politiche attive per il lavoro rientrano le iniziative legate al “contratto di ricollocazione” .
Si tratta di un percorso di 6 mesi, destinato ai disoccupati di oltre 30 anni.
Gli iscritti vengono accompagnati verso una nuova occupazione attraverso un percorso fatto con un ente di formazione che deve formare e aiutare l’iscritto a ricollocarsi nel mondo del lavoro.
Se il percorso non va a buon fine l’ente non riceve l’incentivo della Regione Lazio, o meglio ne riceve solo una piccola parte. Lo abbiamo sperimentato con i lavoratori Alitalia 2014, finanziandolo con il Fondo Politiche attive, e poi con il primo bando, che abbiamo chiuso lo scorso 9 ottobre, finanziato con la nuova programmazione dei Fondi europei. Il prossimo bando lo apriremo nel nuovo anno.
Un’altra iniziativa di politica attiva riguarda “Garanzia Giovani”
Garanzia Giovani è un programma rivolto ai giovani tra i 15 e i 29 anni che non sono iscritti a scuola né all’università, che non lavorano e che non seguono corsi di formazione.
Con la Garanzia Giovani la Regione Lazio investe 137 milioni di euro per garantire ai giovani un percorso di formazione o di lavoro. La Garanzia Giovani è un’opportunità che, oltre a favorire i giovani NEET nella nostra Regione, ci permette di sperimentare un nuovo sistema di servizi e di politiche attive per il lavoro.
La Regione Lazio vorrebbe che percorsi come e il Contratto di Ricollocazione diventassero misure strutturali.
Questa è solo la partenza: la Regione continuerà ad impegnarsi per combattere la disoccupazione
Che finanziamenti ci sono su “contratto di apprendistato” e “Garanzia Giovani”?
Con la pubblicazione degli avvisi sull’apprendistato di alta formazione e ricerca e sulla mobilità professionale transnazionale e territoriale, abbiamo a disposizione per gli iscritti a Garanzia Giovani tutte le misure previste dal Piano di attuazione regionale e abbiamo impegnato oltre 110 milioni di euro, sui 137 milioni destinati alla Regione Lazio, in meno di un anno.
Il quadro ora è completo.
Abbiamo messo in campo quattro milioni di euro per promuovere l’attivazione di contratti di apprendistato di alta formazione e ricerca, mediante incentivi all’assunzione e il finanziamento di percorsi formativi presso le Università, gli Istituti Tecnici Superiori e gli enti di ricerca.
L’obiettivo è garantire ai giovani assunti con questa tipologia di contratto una formazione coerente con le istanze delle imprese, investendo così nel capitale umano dei giovani della nostra Regione.
Oltre due milioni e mezzo, invece, li abbiamo investiti, per finanziare chi tra gli iscritti di Garanzia Giovani, sceglie l’attivazione di un’esperienza di lavoro o di formazione all’estero o in un’altra Regione, anche attraverso la rete EURES.
Il finanziamento consiste nell’erogazione di un’indennità per supportare i giovani in tutte le attività che riguardano il loro trasferimento, sia fuori dalla Regione sia in un altro Paese.
Il 15 ottobre 2015 ha partecipato alla conferenza sul lavoro del PD Lazio. Quali temi avete affrontato?
Si è trattato di un momento di confronto tra l’assessorato al lavoro della Regione e la Commissione “Lavoro” del PD Lazio che sta svolgendo un lavoro di analisi e proposta per il rilancio dell’occupazione nella nostra regione.
È stata una iniziativa molto interessante e partecipata a conclusione della quale abbiamo individuato una serie di iniziative sulle quali lavorare congiuntamente. Ora mettiamoci sotto.
Grazie Lucia e buon lavoro
Grazie a voi
(Intervista a cura di Agatino Grillo per https://pdlazio.codesquare.biz/)