"Penso e spero che ci sia la possibilità di trovare una convergenza attorno alla mia candidatura". A parlare è Piero Latino, unico candidato attualmente in lizza per l'elezione del nuovo segretario del Pd Lazio, a due giorni dal voto dell'assemblea regionale del partito in programma per giovedì 29 luglio al centro congressi di via dei Frentani. A quasi due mesi dall'ultima seduta dell'assemblea, terminata con il passo indietro del segretario Alessandro Mazzoli e la votazione di un ordine del giorno che chiedeva di riconvocare l'assise entro il 30 giugno per eleggere il suo successore, la soluzione del rebus sulla guida del Pd Lazio potrebbe essere più vicina. Giovedì prossimo Latino, 38 anni componente della segreteria romana del partito, andrà alla ricerca di quei 201 voti necessari per la sua elezione. Se non dovesse ottenerli si aprirebbero due strade: le elezioni primarie, soluzione poco gradita alla segreteria nazionale, o l'ipotesi di un commissariamento della segreteria laziale. "Il Pd deve tornare a stare nella società, forse potrò sembrare un po' datato quando dico cose come queste, ma io non vedo alternative ad un percorso del genere", spiega Latino. Poi sottolinea: "Abbiamo perso un po' di credibilità, va recuperata, è un lavoro delicato che necessita tempo e fatica. C'è una fascia di persone che non crede più in quello che diciamo e se un partito non è credibile, non solo non prende voti, ma è già battuto in partenza". Ai delegati dell'assemblea giovedì proporrà una relazione basata su tre punti forti: un appello all'unità del partito, una proposta alternativa alle destre ed un'operazione di rinnovamento del Pd. "Ho 38 anni ma fatico a riconoscermi nell'etichetta di 'giovane' politico perché faccio politica attiva da molti anni - prosegue Latino - certamente mi faccio interprete di una generazione che non è stata protagonista attiva degli anni in cui il centrosinistra ha governato la città e la Regione, vorrei portare avanti un rinnovamento anche a livello di gruppo dirigente". Latino delinea i contorni della sua ricetta per il rilancio dell'azione politica del Pd Lazio, sostenendo che "dovremmo fare un'immersione nella società di Roma e del Lazio: so che non è cosa nuova, ma per come è stato il Pd negli ultimi anni è una cosa innovativa". "Troppo spesso - conclude - negli anni in cui il partito è stato al governo si è basato solo sul sistema degli eletti nelle istituzioni,