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MONTINO: AFFILE E' COME ROMA, SACRARIO A GRAZIANI INACCETTABILE

È possibile permettere, accettare o semplicemente tollerare che, nell’anno di grazia 2012, si dedichino un parco e un museo al generale fascista e ministro repubblichino Rodolfo Graziani? Il fatto che domani tutto questo avverrà ad Affile, comune di 1500 abitanti nei pressi di Subiaco, in provincia di Roma, non cambia di una virgola la gravità del problema. Se una cosa del genere fosse stata proposta - che so - dal sindaco di Roma Alemanno per un grande parco pubblico romano, da giorni ne starebbe discutendo l’intero universo dei media, probabilmente anche a livello internazionale. Invece questa notizia, che considero ignominiosa per una Repubblica democratica come la nostra, ha trovato fino ad oggi un po' di spazio solo nei quotidiani romani e nelle tv locali. Vorrei far presente che la circostanza che una vergogna di questo genere sia in programma in un piccolo comune dell’hinterland romano non declassa la vicenda a folclore di provincia. Per niente. Voler ricordare con un monumento ad un signore come Rodolfo Graziani, che si è macchiato anche di crimini contro l’umanità per la sua feroce repressione a base di gas letali contro i giovani etiopici, è grave e inaccettabile, ovunque avvenga. Aggiungiamo che domani alla manifestazione organizzata dal sindaco di centrodestra parteciperanno, secondo quanto prevede il programma, anche l’assessore regionale Lollobrigida, oltre ad altri esponenti del consiglio regionale e religiosi noti per le loro simpatie per le tesi negazioniste sullo sterminio degli ebrei. Sarà insomma una parata in grande stile all'insegna della nostalgia dei bei tempi andati, cioè di quei tempi che ridussero l’Italia in macerie e mandarono al macello intere generazioni di giovani italiani, perseguitarono uomini liberi per questioni politiche e religiose. A questo personaggio domani si vuole inaugurare un sacrario. I soldi per realizzarlo sono stati distratti, la parola giusta è proprio distratti, da un fondo regionale destinato a ristrutturare il parco cittadino. Con soldi pubblici destinati ad aiuole, panchine e giochi per bambini non si possono fare monumenti ai fascisti. È come se in Germania, in un qualche sperduto paese di un qualsiasi Land, si facesse un monumento per ricordare Goering. Non è accettabile. Ho visto che autorevoli consiglieri regionali come Cicchetti e l’immancabile Storace hanno difeso a spada tratta l’iniziativa. Ognuno è libero nella Repubblica italiana, nata dalla resistenza e sulle macerie del fascismo, di custodire nel proprio pantheon chi gli pare, ma lo faccia con i propri soldi e nel proprio giardino. Non in un parco pubblico. La Presidente della Regione Lazio Renata Polverini deve vietare all’assessore Lollobrigida di partecipare a questa vergogna e deve chiedere al Comune di restituire i soldi spesi per questa carnevalata indegna. Altrimenti ne è complice. Al Prefetto e alla Magistratura chiedo di verificare se ci siano gli estremi del reato di apologia del fascismo e distrazione di fondi.

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