“Dopo le 32 ambulanze bloccate lunedì nei Pronto Soccorso, tra cui una ferma a Tor Vergata dalle 17.40 di domenica 9 Gennaio fino alle 14 del giorno dopo, martedì i mezzi di soccorso bloccati sono stati 23, ieri 12 gennaio 11, oggi sono 20. I Dipartimenti d’emergenza degli ospedali di Roma e provincia non ce la fanno a rispondere alle richieste ordinarie, né a quelle di rianimazione, né a quelle di chi ha in corso un infarto o gravi problemi cardiaci. Ambulanze bloccate si sono registrate ad Albano, al S. Giovanni, al Casilino, al Pertini, al Vannini, a Tor Vergata, all’Umberto I, a Frascati e a Tivoli. Siamo vicini al punto di rottura e occorrono interventi immediati. Per evitare che la gravità di questa situazione si risolva solo in una sterile polemica di cui non c’è alcun bisogno aggiungo che tutto ciò non può derivare dalle misure previste dal piano di riordino varato dal Commissario ad acta, semplicemente perché ancora non entrato nella sua piena fase attuativa. E’ certo però che questi fatti dimostrano la necessità di prevedere un ripensamento profondo soprattutto del piano dell’emergenza previsto dal decreto 80. Chiudere nel corso del 2011, 11 Pronto Soccorso tra cui quello del Cto, non solo si sta rivelando sbagliato, come abbiamo sempre detto, ma pericoloso per la salute dei cittadini perché comporterà la convergenza verso i Dea degli ospedali romani, già in tilt, di altre 200mila persone. Il personale dei Pronto Soccorso e quello dell’Ares 118 lavora già adesso, come dimostrano i dati, in condizioni di stress inaccettabili e pericolose. Prima che accadano fatti gravi chiedo alla Presidente di rivedere quel piano, di sospenderne l’efficacia in questo periodo del picco influenzale ma soprattutto di dare mandato ai Direttori generali freschi di nomina di fare il proprio lavoro evitando che si creino situazioni di emergenza nei punti in cui l’emergenza dovrebbe essere rapidamente risolta.
In passato, parlo dell’inverno 2009, simili situazioni sono state affrontate mettendo in campo 300 posti letto d’emergenza e governando al meglio la gestione dei posti letto in rianimazione e terapia intensiva. Una soluzione utile a fermare il fenomeno dell’assalto ai Pronto Soccorso che sempre si registra in questi mesi soprattutto in concomitanza con il picco dell’influenza stagionale. Non si può far finta di niente, è una situazione esplosiva testimoniata dal fatto che fino ad oggi non si erano mai viste liste di attesa anche per la rianimazione o per le unità di terapia intensiva. Così non si può continuare. Su quelle ambulanze ci sono persone, su quelle barelle ci sono cittadini che rischiano la vita”.