Cambia il Governo e Roma respira. Il primo Consiglio dei Ministri del governo Monti ha approvato il secondo decreto per Roma Capitale e nello stesso tempo ha sbloccato parte dei fondi che spettano alla Regione Lazio per il comparto sanità. In poche ore il nuovo esecutivo ha sciolto nodi che si trascinavano da anni. A conferma che il Governo Berlusconi aveva consegnato Roma e Lazio ai voleri della Lega. Il Pdl del Lazio di questo porta per intero una responsabilità storica che ha creato danni a Roma e al Lazio. Stessa responsabilità, ognuno per la sua parte, portano il sindaco di Roma e la presidente della Regione che per arginare la deriva leghista del loro Governo sono riusciti solo ad organizzare un banchetto a base di pajata e imboccare Bossi. Ora si volta pagina. Con l'emanazione del decreto, che per il momento trasferisce solo le residue funzioni amministrative sui beni culturali di competenza statale, può iniziare il percorso vero per arrivare all'approvazione della legge regionale sul trasferimento delle competenze a Roma Capitale. Spero che in questo senso si avvii un percorso partecipato che coinvolga tutte le istituzioni e gli stessi cittadini. Il fatto che il nuovo Governo abbia stoppato sul nascere le velleità del sindaco di aumentare da 48 a 60 il numero dei consiglieri comunali, è un ulteriore prova che le posizioni di Alemanno, attente solo agli equilibri interni alla sua maggioranza, sono inopportune e sbagliate, tanto che il Governo non ha inteso avallarle.