“Coloro che avevano rilevato gli ex mobilifici Aiazzone si spacciavano per imprenditori di lungo corso invece, secondo la magistratura ed i forti sospetti dei lavoratori e nostri erano solo truffatori seriali. Oggi sono stati arrestati e forse questo è il miglior regalo ricevuto per l'8 marzo dalle donne che per l'azione scellerata di questi individui oggi sono senza lavoro. Nel Lazio le vittime sono i dipendenti dei mobilifici ex Semeraro a Capena e Pomezia ma anche migliaia di cittadini che hanno contratto una linea di credito con la finanziaria indicata dai negozi, e che non hanno ricevuto la merce acquistata, mentre sono costretti a restituire i soldi. L’arresto di Gianmauro Borsano, Renato Semeraro, Giuseppe Gallo e Marco Adami che si facevano chiamare imprenditori fa giustizia della rapina fatta a tutti questi cittadini, ma purtroppo lascia irrisolto il problema principale: la mancanza di lavoro per centinaia di persone. Credo che su questo l’assessore regionale dovrà intensificare gli sforzi per trovare una soluzione che ridia prospettive di lavoro a centinaia di donne”.