“Desidero complimentarmi con gli uomini della Dia di Napoli e della Prefettura di Frosinone per l’operazione che ha portato al sequestro di beni appartenenti alla Camorra, al clan dei Casalesi per un valore stimato intorno ai 100 milioni di euro. Stesso ringraziamento va anche ai Carabinieri di Frascati che hanno arrestato 13 persone accusate di usura tra i quali ci sarebbe anche un vigile urbano di Roma. La criminalità organizzata è stata colpita nel cuore del Lazio, lo dimostrano i sequestri della Dia a Frosinone, Gaeta, Formia, Cassino ma anche nella Capitale. La prova più evidente di come e quanto i gangli della criminalità organizzata siano profondamente estesi e radicati nella nostra Regione. Davanti a questa emergenza non possiamo chiudere gli occhi e pensare che il problema sia altrove, né dobbiamo permettere che le forze dell’ordine rimangano sole ad affrontare il problema. Dobbiamo sapere che Gomorra parla romano, ciociaro, pontino. Che è profondamente radicata nel tessuto economico e sociale del Lazio. Come rappresentanti delle istituzioni abbiamo il dovere di promuovere ogni forma di vigilanza, studio attento e costante del fenomeno delle infiltrazioni mafiose e soprattutto linearità amministrativa tale da non far addensare alcuna nube sul nostro operato. Solo così possiamo evitare che Roma e il Lazio cadano preda di appetiti criminali”.