“Cedere alla tentazione della censura per occultare verità scomode o imbarazzanti non depone a favore di chi ha responsabilità di governo. Invece questo è il metodo ordinario di lavoro della Giunta regionale e della Presidente. Anche per la vicenda della casa Ater di via Bramante occupata senza titolo dalla famiglia Polverini la Giunta ha messo in campo il solito Minculpop e oggi, sulla rassegna stampa intranet riservata ai dipendenti, troviamo una volgare opera di disinformazione. La Regione Lazio evita di riportare non solo opinioni ma addirittura fatti che rimangono tranquillamente occultati. Non ci sono le 10 domande dell’Espresso sulla casa Ater dirette alla Polverini anche se la testata è in rassegna con l’articolo ‘Miss Italia cerca casa’ giudicato evidentemente più interessante e di migliore appeal per formare l’opinione dei dipendenti regionali. Questa opera di occultamento va avanti da giorni. Tutto ciò che riguarda la girandola di case popolari e abitazioni appartenenti ad enti movimentate dalla "Immobiliare Polverini" viene tralasciato perché inviso alla Presidente. E' un metodo di lavoro inaccettabile e offensivo. Esprimo solidarietà ai lavoratori regionali che, in ogni caso, sanno informarsi da soli e ai giornalisti dell'ufficio stampa della Giunta regionale costretti ad eseguire le disposizioni di un editore che ama la censura. La Polverini esca dall'angolo, eviti di umiliare i suoi dipendenti e accetti la sfida della trasparenza nell'aula del Consiglio. L'aspettiamo”.