“Le famiglie di contadini che vivono e lavorano nella riserva dell’Acquafredda devono poter restare nelle loro case e continuare il loro lavoro. Sono una realtà produttiva, sociale culturale che invece di essere sfrattata dovrebbe essere gelosamente protetta. Per questa città la tenuta di Acquafredda e la sua comunità di contadini, rappresentano un patrimonio e una realtà da valorizzare. Alcune delle famiglie abitano li e coltivano i campi da almeno quattro generazioni. La proroga di un mese del decreto di sfratto esecutivo è un fatto positivo che lascia però poco tempo per trovare delle soluzioni. Ho visto che la Provincia di Roma già si sta muovendo per difendere i loro diritti e mi auguro che lo stesso facciano Comune di Roma e Regione Lazio. Non è quello lo spazio per immaginare soluzioni diverse, o magari, speculative”.