“Chiediamo che la Commissione di tecnici istituita dall’assessore Buontempo per verificare eventuali illeciti, improprie assegnazioni e abusi in merito alla gestione del patrimonio Ater esamini, come primo caso, la vicenda dell’appartamento di via Bramante occupato senza titolo dalla famiglia Cavicchioli-Polverini. I risultati dell’indagine vengano portati all’esame della Commissione consiliare casa per gli opportuni e conseguenti provvedimenti. Che l’appartamento Ater di via Bramante sia occupato in modo improprio dalla sua famiglia è confermato dal fatto che l’Istituto, come previsto dalla legge, ha applicato il canone sanzionatorio che è tre volte più alto del normale: circa 400 euro al mese per un appartamento a S. Saba. La Presidente converrà che si tratta di una canone molto ma molto sociale. Lo pagano in genere gli studenti fuori sede per un posto letto. Le spiegazioni date oggi sono deboli, anzi debolissime, suonano giustificatorie di un abuso e fanno quasi balenare l’esistenza di un diritto ereditario che per le case Ater non esiste. Per altro la famiglia Polverini risulta avere un ampio appartamento di proprietà a poche decine di metri da quello dell’immobile Ater. E’ questione che attiene alla rispettabilità e credibilità delle istituzioni oltre che alla sua personale. Quelle case servono per chi ha bisogno, condizione che nel novecento c’era sicuramente per la famiglia Cavicchioli, ma altrettanto sicuramente non c’è oggi. Preferiamo un confronto con la Presidente che si schiera contro sprechi e favoritismi piuttosto che con quella che tenta di difendere l’indifendibile. Capiamo l’imbarazzo, ma convinca il marito a riconsegnare le chiavi”.