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MONTINO-PARRONCINI: ACQUAPENDENTE, IL CREPUSCOLO DELL’OSPEDALE

Di
Redazione PD Lazio
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“È folle cancellare l’unico ospedale di riferimento per 19 Comuni, mettendo a rischio il diritto alla salute di 56mila abitanti per lo più anziani soli, con crescenti problemi di autosufficienza. L’ospedale civile di Acquapendente è stato completamente svuotato delle sue funzioni. Con la rigida applicazione del Decreto 80 del Commissario ad Acta, quello che era un luogo di cura indispensabile ai cittadini, in una zona montana e distante da altri nosocomi, è stato ridotto a una struttura che non risponde più ai bisogni di salute della popolazione. Oggi, durante la nostra visita, ci siamo accorti delle difficoltà che vivono anche medici e infermieri per garantire assistenza. Dal primo luglio è stata chiusa l’unità complessa di chirurgia generale senza che venissero attivati né potenziati quei servizi che lo stesso decreto 80 prevedeva. impoverita anche l’offerta ambulatoriale e l’attività di Day Surgery. L’ambulatorio di ortopedia non è mai stato ripristinato, quello di ginecologia è attivo solo due volte a settimana, il diabetologo è presente una volta a settimana, il cardiologo presta servizio in media 4 ore a settimana e solo per i pazienti ricoverati. La mancata progettualità sul territorio è anche confermata dal fatto che la Regione Lazio non abbia previsto posti letto in RSA in questo comune, posti che sarebbero necessari per integrare assistenza sanitaria e sociale. Siamo al disastro completo, confermato dall’ultima nota negativa, non meno importante: l’impossibilità di trasportare da questa zona montana un paziente in pericolo di vita attraverso il servizio di elisoccorso. La piazzola d’atterraggio, strombazzata ai quattro venti dall’attuale amministrazione regionale infatti, ancora non funziona”.

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