Forse il direttore generale della Asl di Rieti, Rodolfo Gianani ha pensato in questi due anni di essere pagato per tutelare la salute dei cittadini del capoluogo e degli altri 72 comuni della provincia reatina, e non per assecondare, muto e zitto, le trovate della Polverini. Sbaglio madornale. E infatti la Presidente ha disposto che si preparino le carte per cacciarlo. Il manager è accusato, nientepopodimeno, “di essere sempre strumentalmente assente dalle politiche di innovazione del nostro sistema sanitario” Il dubbio che non siano innovative per niente, ma , in particolare per Rieti, devastanti e del tutto inutili, naturalmente nemmeno sfiora la nostra Presidente. Oggetto della scomunica di Gianani la decisione della Asl di non attivare gli “Ambulatori med” cioè quelle strutture affidate ai medici di famiglia per gestire nei pronto soccorso i codici bianchi e verdi. Misura di una certa efficacia nella grandi città come Roma, ma in effetti del tutto inutile per una realtà come quella reatina. L’unico pronto soccorso per i 2749 chilometri quadrati del reatino e per i suoi oltre 150 mila abitanti è quello dell’’ospedale De Lellis. Nel resto del territorio, grazie alla innovativa opera della Polverini che Gianani fatica a capire e pure noi, in verità, c’è il deserto. Forse il Dg nel dire no , ha pensato che le urgenze della sanità reatina, sono ben altre, forse ha pensato che le risorse per finanziare il progetto sarebbe piu utile impegnarle per assumere il personale mancante, cosa che invece la Polverini nega decisamente, forse pensa che sarebbe piu utile concordare con i medici l’apertura di studi di riferimento aperti anche nei week-end ma sparsi sul territorio, forse il Dg Gianani ritiene che i cittadini di Rieti e di tutti i comuni della provincia non abbiano bisogno dei medici di medicina generale al pronto soccorso, ma vicino casa. Deve essere una brava persona Gianani e di buon senso ma con un difetto imperdonabile per la Polverini: pensa. Un lusso intollerabile e dunque va cacciato. Questa decisione è un insulto ai cittadini di Rieti. L’ennesimo di una lunga serie che dura da due anni.