“Un modo di fare inaccettabile che ormai è diventato prassi: si interviene solo quando la situazione ha superato il limite di guardia. Solo oggi l’assessorato sanità ha sbloccato l’assunzione di un medico, solo un medico, necessario per garantire la minima funzionalità al servizio di Neuropsichiatria dell’Umberto I. Un reparto creato dal professor Bollea e punto di riferimento per tutto il centro-sud. L’allarme, lanciato dagli operatori, è rimasto inascoltato; nel frattempo il centro ha sospeso i ricoveri d'urgenza. Il personale del centro conferma tutte le difficoltà: per una prima visita in ambulatorio occorrono 6 mesi, non c’è un posto letto per un adolescente con un esordio psicotico, si rimanda di 8 mesi un intervento articolato per una disabilità dello sviluppo, per fare un elettroencefalogramma ci vogliono 4 mesi. Ma l’assessorato è a conoscenza del fatto che dietro questi numeri ci sono famiglie disperate e giovani con patologie gravi? Quanti hanno dovuto pagare questa sciatteria? Spero vivamente che all’annuncio della Regione Lazio seguano anche i fatti”.