“La busta con proiettili e la lettera a firma Brigate Rosse indirizzata al Garante dei detenuti del Lazio, Angiolo Marroni, ci riporta indietro nel tempo agli anni bui della nostra democrazia. È solo l’ultimo di una serie di messaggi intimidatori che Istituzioni e Forze dell’ordine hanno il dovere di non sottovalutare soprattutto perché indirizzati a una persona che da anni lavora con grande spirito di sacrificio in difesa dei diritti dei detenuti. Ad Angiolo Marroni va la mia solidarietà e, oggi ancora più di ieri, l’apprezzamento per il suo lavoro encomiabile”.