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Morassut al Teatro Capranica di Roma: Liberiamo il futuro

Di
Redazione PD Lazio
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"Roma e' una citta' in emergenza democratica". Lo ha detto il segretario regionale del Pd, Roberto Morassut nel corso dell'incontro al teatro Capranica per la presentazione del documento congressuale della mozione che vede Dario Franceschini candidato alla segreteria nazionale del Pd. Morassut ha parlato di una "Roma che e' andata drammaticamente indietro nell'ultimo anno e mezzo, che ha marcato una brusca inversione di tendenza rispetto al clima di coesione costruito negli anni precedenti". Il segretario regionale del Pd ha ricordato anche "i recenti episodi di omofobia", vicende che "danno l'impressione che qualcosa di torbido si muova in citta'. E la responsabilita' e' di chi non ha fatto nulla per unire e creare un clima di integrazione". "In consiglio comunale c'e' un'opposizione debole e consociativa -ha poi proseguito Morassut -quello del Pd capitolino, e' un gruppo straordinario ma che ha scelto di non fare opposizione". Un gruppo che "ha detto alla maggioranza: ci confronteremo tra 5 anni, ma nel frattempo, trattiamo qualche posto insieme". E a tale proposito Morassut ha citato la vicenda delle nomine del consiglio di amministrazione di Acea "dove - ha detto - e' sembrato di essere tornati agli anni '80, in una logica completamente diversa allo spirito del Pd". E proprio nella mozione guidata da Pierluigi Bersani, Morassut ha confessato di "vedere la contraddizione di chi predica" e poi gestisce il partito "in modo plebiscitario e oligarchico". A tal proposito il segretario nazionale del Pd, Dario Franceschini "rivendica la validita' del modello Roma". Un modello, dice Franceschini, "che ha consentito a Roma di avere una vocazione internazionale, una crescita e un fermento legato al sistema guidato prima da Rutelli e poi da Veltroni". Un modello che pero', secondo Franceschini, e' stato "merito anche di Goffredo Bettini, che ne e' stato uno dei protagonisti, che ora sostiene un'altra mozione", quella che vede Ignazio Marino candidato alla segreteria nazionale del Pd e Ileana Argentin alla segreteria regionale. "Il nostro candidato sarà Marrazzo - ha sottolineato con forza Morassut -affermando che sulle alleanze c'è già un lavoro di tessitura". "Alemanno - ha concluso Morassut - ha riaperto la porta a Storace che dice essere un interlocutore prezioso per il Pdl. Storace non ha mai rinnegato le sue radici fasciste ed è il principale responsabile del dissesto finanziario della Regione Lazio: se questa è la destra che si propone all'Udc, noi diciamo all'Udc che troverà in noi un ampio spazio di dialogo".

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