“A mio parere la decisione del Presidente del Consiglio Monti di non firmare per le Olimpiadi a Roma è stata assai saggia. E non solo per ragioni economiche generali. Il punto vero è che la proposta non si reggeva in piedi per due ragioni di fondo. La prima è l’inaffidabilità totale del sindaco Alemanno, la seconda è che il progetto era confuso, poco chiaro sui costi, inconsistente. Fin dal primo giorno, inoltre, è apparso chiaro che le Olimpiadi erano viste da Alemanno e dal suo entourage, solo come una ghiotta occasione affaristica per i soliti noti. Non a caso da subito ha avuto il sostegno convinto solo di Unindustria Lazio. La responsabilità del fallimento dunque è tutta del Sindaco. E’ evidente che la sua spinta propulsiva per Roma non c’è mai stata. Anzi, la sua azione ha procurato alla Capitale d’Italia solo figuracce. Il progetto del Gran Premio è fallito e la prova fornita sull’emergenza neve ha dato il colpo di grazia. Come poteva fidarsi il presidente del Consiglio? La sua decisione non è contro Roma, ma contro chi la amministra. E’ stato saggio e accorto”.