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Regione Lazio: proposta di legge su “mobilità nuova” e ciclabilità (25 gennaio 2016)

Di
Redazione PD Lazio
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Fonte: www.cristianaavenali.it/  (immagine tratta da www.legambiente.it )

La proposta di legge - arrivata in questi giorni alla Commissione "Ambiente, lavori pubblici, mobilità, politiche della casa e urbanistica"  - si propone l'obiettivo di promuovere e sostenere la mobilità nuova, in particolare la ciclabilità, per svilupparne l'uso sia per gli spostamenti quotidiani (casa/scuola/lavoro/servizi) sia per le attività turistico/ricreative, al fine di migliorare la qualità della vita, garantire l'accessibilità dei territori e valorizzare le risorse ambientali.

La proposta di legge regionale n. 190 (qui in pdf) è stata presentata dai consiglieri del Partito Democratico Cristiana Avenali, Sergio Lupi, Daniele Mitolo  e da Gino De Paolis  consigliere di SEL.

Cristiana Avenali è anche coordinatrice della Commissione “Ambiente agricoltura”  del PD Lazio.

La mobilità nuova è un settore fondamentale sul quale puntare per avere città meno inquinate, più a misura di anziani e bambini, e dove la qualità della vita sia migliore e anche l'economia e nuova e duratura occupazione possano essere rilanciate.
Il comparto va fortemente rinnovato, anche in termini di qualità, nell'ottica di ottenere un trasporto moderno e sostenibile allo stesso tempo.
Una diversa e più sostenibile mobilità può essere un vettore di sviluppo economico e culturale, creando opportunità nel mercato del lavoro e facilitando le relazioni sociali.
La realizzazione di un sistema di mobilità nuova potrebbe garantire anche un incremento del PIL, generando ulteriori benefici nel campo dell'innovazione e contribuendo al rilancio complessivo del sistema Regione.

Di seguito la “Relazione introduttiva” alla proposta di legge

Relazione introduttiva

In questi ultimi anni le emergenze più forti che a parere del mondo scientifico e medico si sono venute conclamando, riguardano i mutamenti climatici con le loro conseguenze e l'elevato grado di inquinamento sia atmosferico che acustico delle nostre città.

È per questo che le azioni che oggi le amministrazioni locali devono mettere in campo devono essere all'insegna della sostenibilità ambientale e sociale e capaci di segnare un nuovo corso innovativo e sostenibile nel campo energetico, della mobilità, dell'agricoltura e dei consumi.
La mobilità nuova è quindi un settore fondamentale sul quale puntare per avere città meno inquinate, più a misura di anziani e bambini, e dove la qualità della vita sia migliore e anche l'economia e nuova e duratura occupazione possano essere rilanciate.
Il comparto va fortemente rinnovato, anche in termini di qualità, nell'ottica di ottenere un trasporto moderno e sostenibile allo stesso tempo.
Una diversa e più sostenibile mobilità può essere un vettore di sviluppo economico e culturale, creando opportunità nel mercato del lavoro e facilitando le relazioni sociali.
La realizzazione di un sistema di mobilità nuova potrebbe garantire anche un incremento del PIL, generando ulteriori benefici nel campo dell'innovazione e contribuendo al rilancio complessivo del sistema Regione.
La Capitale poi, rappresenta una sfida difficile quanto potenzialmente rivoluzionaria, se consideriamo che secondo lo studio "A-bici della ciclabilità", ricerca presentata nel marzo 2014 e realizzata da Legambiente, Rete Mobilità Nuova e bikeitalia.it, Roma ha 4.800 chilometri di strade municipali e 123 chilometri di ciclabili.
Nel Lazio, secondo dati Istat del 2011, ci sono 673 autovetture ogni 1000 abitanti.
Questi dati ci mostrano quanto bisogno di rinnovamento e di investimenti ci sia.
Uno studio della European Cyclists' Federation per valutare i benefici derivanti dall'uso della bicicletta nei 27 Paesi dell'Unione europea stima che i ciclisti valgono 217 miliardi di euro all'anno, una cifra che supera il Pil dell'intera Danimarca.
Il 50% di questi 217 miliardi proviene dai benefici sulla salute e sulla riduzione della mortalità mentre gli altri fattori significativi sono il contenimento della congestione dei centri urbani, il risparmio sul consumo di risorse e il conseguente abbassamento delle emissioni di anidride carbonica.
D'altro canto, innovare il settore della mobilità va sicuramente incontro alle preferenze espresse dai cittadini, come si evince dai dati del rapporto di Eures "La mobilità a Roma, tra esperienza e utopia"  pubblicato ad aprile del 2013, il quale stima che l'87% dei cittadini sono favorevoli alla pedonalizzazione di Colosseo e Fori, l'88,9% alle preferenziali per le biciclette, ed il 57% all'ingresso a pagamento nel centro storico delle auto private.
Anche l'ultimo rapporto "Pendolaria" di Legambiente pubblicato a fine 2013, mostra chiaramente la necessità di sostenere un diverso approccio alla mobilità, soprattutto per gli oltre 500mila cittadini della Regione che per studio o lavoro fanno i pendolari quotidianamente.
L'Italia non ha un piano nazionale delle mobilità ciclistica, a differenza della maggior parte dei paesi europei, e la Regione Lazio può contribuire, per la sua parte, a colmare questa mancanza.
La Regione Lazio ha già messo in essere diverse iniziative atte a rinnovare il comparto della mobilità, in particolare con l'inaugurazione di nuovi treni regionali, incrementando la capacità dei treni in alcune tratte e sta predisponendo il Piano Regionale della Mobilità, Trasporti e Logistica.
Proprio all'interno di questo piano regionale, è necessario prevedere una sezione "Piano generale della Mobilità Ciclistica" prevedendo gli interventi necessari ad incentivare l'uso della bicicletta nell'ambito del territorio regionale.
La Regione deve perseguire obiettivi per un trasporto sostenibile dal punto di vista ambientale, capace di garantire una maggiore tutela della salute, con qualità e affidabilità elevate e la nuova mobilità dovrà assicurare la possibilità di spostarsi in modo diverso e integrato, mediante infrastrutture sostenibili e sicure, garantendo forme di coinvolgimento e partecipazione dei cittadini.
Un settore della mobilità ben strutturato e proiettato al futuro e al rispetto dell'ambiente è anche strategico per I' espansione del comparto turistico ed, in particolare, del cicloturismo che rappresenta un fenomeno in espansione ed una fetta di mercato sempre più rilevante considerando che in Europa il turismo in bicicletta muove ogni anno 10 milioni di persone.
Nell'ambito del settore dei trasporti e della mobilità nuova, infatti, uno spazio importante è occupato proprio dalla ciclabilità, che punta a divenire una componente strategica del sistema della mobilità in grado anche di risolvere emergenze, quali la congestione del traffico e l'inquinamento acustico che attanagliano ferocemente la Capitale, ma non risparmiano alcun centro urbano.
La ciclabilità deve essere considerata un settore del trasporto, urbano ed extraurbano, da integrare con gli altri, e per raggiungere risultati efficaci è necessario un cambiamento culturale che permetta il recupero di spazi pubblici in chiave moderna e punti sull'intermodalità con le altre reti di trasporto in maniera efficace.

La presente proposta di legge si propone l'obiettivo di promuovere e sostenere la mobilità nuova, in particolare quella ciclabile, per svilupparne l'uso trasporti stico sia per gli spostamenti quotidiani (casa/scuola/lavoro/servizi) sia per le attività turistico/ricreative, al fine di migliorare la qualità della vita, garantire l'accessibilità dei territori e valorizzare le risorse ambientali.

L'ottica che è stata perseguita è quella dell'intermodalità, per una fruizione del territorio migliore e più coordinata, sia in ambito urbano che extraurbano, attivando anche politiche che agiscono sulla domanda di mobilità.
Infatti, oltre ad investire nelle infrastrutture a vantaggio della ciclabilità, nel bike sharing, nelle bici stazioni, è fondamentale attivare una trasformazione culturale, incoraggiare una modifica delle abitudini dei cittadini che porti alla modificazione del loro comportamento verso scelte di trasporto sostenibile.
Gli assi principali a cui dare impulso sono tre il miglioramento delle infrastrutture, la promozione e valorizzazione dell'ambiente, fondamentale per usufruire al meglio della rete ciclabile regionale, ed infine la garanzia di una rete di servizi ad hoc per l'accompagnamento della ciclabilità e per il sostegno del cicloturismo, Infine, è molto importante anche l'attivazione di azioni di educazione, formazione e comunicazione.
La proposta di legge persegue obiettivi strategici che rappresentano anche dei punti di forza e di innovazione in questo campo mediante la realizzazione di un sistema organico ed adeguato di infrastrutture di rete e di servizi, di una rete di itinerari ciclabili e ciclopedonali attraverso località di valore ambientale, paesaggistico, culturale e turistico anche con la creazione di una rete di servizi e strutture dedicate.
La creazione, in ambiente rurale e montano, di percorsi dedicati e strutture di supporto, la creazione di una rete di ciclostazioni per favorire l'intermodalità tra bicicletta e altri mezzi di trasporto.
La promozione di strumenti informatizzati per la diffusione della conoscenza delle reti ciclabili.
Inoltre, risulta dì grande rilevanza l'inserimento di un articolo dedicato ai Target di mobilità, che la Regione potrà fissare per ridurre progressivamente gli spostamenti effettuati con mezzi privati motorizzati nei Comuni capoluogo di Provincia e nei Comuni con più di 10.000 abitanti.
Naturalmente l'obiettivo potrà essere raggiunto tramite investimenti e incentivi adeguati previsti nel Piano Regionale della Mobilità.
Garantendo infatti un maggiore flusso di investimenti, arrivando almeno al 5% del bilancio, la Regione potrà innovare fortemente il comparto e investire sulle reali innovazioni per una mobilità nuova e sostenibile, per un piano di trasporti regionali integrato e fondato sul rispetto dell'ambiente, sull'interconnessione tra i diversi comparti e su una serie dì servizi dedicati innovativi e strutturati.
La presente proposta di legge è composta da 10 articoli.
L'articolo 1 espone le finalità della proposta di legge, volte alla promozione della mobilità nuova e ciclistica in particolare, al fine di minimizzare l'impatto ambientale del traffico motorizzato privato e pubblico sia in ambito urbano che extraurbano.
L'articolo 2 elenca gli obiettivi strategici che si intendono perseguire, differenziando gli obiettivi per la mobilità urbana e quella extraurbana.
La creazione e la valorizzazione di una rete ciclabile interconnessa, protetta e dedicata, di itinerari in sicurezza fruibili in aree di valore ambientale, paesaggistico e culturale, ma anche azioni di comunicazione e informazione costituiscono alcuni degli obiettivi da raggiungere.
Sono obiettivi strategici anche il raggiungimento del Target di mobilità, il recupero e la riqualificazione di infrastrutture inutilizzate, campagne e attività di sensibilizzazione all'utilizzo della bici.
L'articolo 3 prevede l'elaborazione del Piano regionale della mobilità ciclistica entro sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge.
Tale Piano andrà elaborato attraverso un percorso partecipato e in coerenza con il Piano Paesaggistico regionale, con i piani e gli strumenti digestione delle aree naturali protette regionali, e con la normativa statale vigente.
Il piano regionale della mobilità ciclistica costituisce parte del Piano regionale della Mobilità, dei Trasporti e della Logistica, e persegue gli obiettivi strategici delineati dal precedente articolo 2.
L'articolo 4 descrive i Piani delle unioni dei comuni per la mobilità ciclistica, volti all'individuazione della rete ciclabile e ciclopedonale quale elemento integrante della rete di livello regionale.
Tali Piani sono redatti dalle unioni di Comuni o dalle altre forme di esercizio associato delle funzioni locali previste dalla normativa di riferimento.
Gli interventi per la mobilità ciclistica sono enumerati nell'articolo 5 e sono finalizzati alla realizzazione e alla promozione delle reti urbane ed extraurbane di itinerari e piste ciclabili e ciclopedonali, e degli itinerari ciclabili turistici.
L'articolo 6 individua quali soggetti attuatori per realizzare e promuovere, anche con la collaborazione di privati, gli interventi previsti dalla presente legge e Unioni di Comuni, ovvero le altre forme di esercizio associato delle funzioni locali, e gli enti gestori dei parchi regionali e provinciali.
L'articolo 7 prevede le disposizioni particolari per i Comuni, Unioni di Comuni e altre forme di esercizio associato delle funzioni locali in merito alla realizzazione di velo stazioni, ovvero di impianti adeguati per il deposito custodito di cicli e motocicli, con eventuale servizio annesso per il noleggio di biciclette.
L'articolo 8 disciplina gestione e manutenzione dei tracciati e dei percorsi attuati a seguito delle scelte definite dal Piano regionale della mobilità ciclistica, e prevede che sia a carico degli enti proprietari nel cui territorio insiste il percorso.
Gli accordi di programma che definiscono tracciati che insistono sul territorio di più comuni devono prevedere anche la ripartizione dei costi di manutenzione, sia ordinaria che straordinaria.
La Regione assicura l'erogazione di contributi secondo un piano prestabilito dalla Giunta.
L'articolo 9 prevede i Target di mobilità, che consentiranno di ridurre progressivamente gli spostamenti effettuati con mezzi privati motorizzati nei Comuni capoluogo di Provincia e nei Comuni con più di 10.000 abitanti.
La Regione provvederà inoltre all'attivazione di incentivi per interventi sulla mobilità sostenibile per la realizzazione e il potenziamento di scambio, corsie preferenziali/corridoi della mobilità peri mezzi pubblici, piste ciclabili protette estese a tutta l'area urbana ed extra urbana, parcheggi per le biciclette, car sharing e il bike sharing.
L'articolo 10, infine, prevede che la Regione possa determinare sulla base delle disponibilità di bilancio i programmi attuativi per il finanziamento della presente legge.
Prevedendo diverse agevolazioni per il potenziamento della rete ciclopedonale e per favorire l'uso della bicicletta.

Testo della proposta di legge

  • Proposta di legge regionale n. 190, "Disposizioni per favorire la mobilità nuova", presentata dai consiglieri Cristiana Avenali, Sergio Lupi, Daniele Mitolo,  Gino De Paolis (pdf)

Leggi anche

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Per approfondire

Le linee guida programma rifiuti della Regione Lazio

  • Delibera 720/2014 – “Approvazione delle Linee guida per la redazione del Programma regionale di prevenzione dei rifiuti del Lazio” (pdf)

Documenti della Commissione “Ambiente e Agricoltura” del PD Lazio

  • Proposta di legge regionale di iniziativa di Giunta n. 291/2015 – “Modifiche alla Legge Regionale 6 ottobre 1997, n. 29 “Norme in materia di Aree Naturali Protette Regionali” (pdf)
  • Delibera 107/2014 – Modifiche al Regolamento Regionale 31 luglio 2007 n. 9 “Disposizioni attuative ed integrative della legge regionale 2 novembre 2006 n. 14 (Norme in materia di Agriturismo e turismo rurale), relative all’agriturismo”   (pdf)
  • Delibera 444/2015 – “Attuazione della ruralità multifunzionale ai sensi dell’articolo 57 della legge regionale 22 dicembre 1999, n. 38 e successive modifiche”   (pdf)
  • Delibera 720/2014 – “Approvazione delle Linee guida per la redazione del Programma regionale di prevenzione dei rifiuti del Lazio”  (pdf)
  • Documento Strategico nuovo Piano Energetico Regionale  (pdf)

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