La decisione degli assessori Pdl di rassegnare le dimissioni, in pratica metà dell’esecutivo, è la naturale conseguenza di un metodo di governo basato sull’arroganza e di uno sfilacciamento sempre piu evidente dei rapporti tra la presidente, il partito di maggioranza relativa e la società civile del Lazio. Non poteva finire che cosi. Dopo solo 18 mesi l’esperienza di un esecutivo nato male, e lacerato da divisioni interne sempre piu forti, è arrivata al capolinea. Quanto dichiarato dagli assessori per giustificare le loro dimissioni , per altro, è gravissimo , perche rivendicano il fatto di non aver avuto via libera nel disarticolare leggi dello stato. Un modo di governare bambinesco e che sta provocando guai profondi al tessuto sociale ed economico della nostra Regione. Solo pochi giorni fa il segretario del Pdl Alfano magnificava le sorti dell’esecutivo guidato dalla Polverini. Chiacchiere di circostanza per coprire un fallimento evidente. Tutto questo trasforma il Lazio in un ring per la resa dei conti tra le bande del Pdl. E’ uno spettacolo indecente perche cosi si tengono in ostaggio i problemi dei cittadini , delle famiglie, delle imprese, e dei Comuni del Lazio.