42esima tra le città di media grandezza, terzultima nella graduatoria: così Latina si colloca nel rapporto Ecosistema Urbano elaborato da Legambiente e Il Sole 24 Ore. «Tra i punti più bui di questa classifica – commenta il consigliere comunale del Partito democratico Fabrizio Porcari – c’è la raccolta differenziata dei rifiuti, ferma al 30,8% con la reintroduzione dei cassonetti nel centro cittadino che disincentivano la differenziazione. Molto preoccupante è anche il dato, altissimo rispetto alle altre città, che riguarda la dispersione idrica. Ma il dato oggettivamente sconfortante è quello che riguarda il trasporto pubblico urbano». Latina è ultima per il rapporto tra auto e cittadini (ci sono 73 auto e 12 motocicli ogni cento abitanti); tra chilometri di linee urbane e abitanti; tra numero di abitanti e isole pedonali (con il risibile 2 centimetri quadri per abitante); e lo stesso vale per le piste ciclabili con 2,81 metri ogni cento abitanti. «Sono numeri che non descrivono certamente una città europea e moderna come dovrebbe essere Latina – continua Porcari – che nonostante il cambio di amministrazione e la tanto sbandierata discontinuità con il passato si conferma ancora negli ultimi posti della classifica.
Questi dati, soprattutto quelli inerenti l’uso di automobili e motocicli, evidenziano un problema chiaro: non c’è una mobilità alternativa alle auto. Le piste ciclabili sono insufficienti, il trasporto pubblico urbano è inefficiente: gli abitanti sono costretti a utilizzare l’automobile. Non si tratta di una cultura sbagliata, ma della mancanza di un’alternativa. Le soluzioni proposte da questa maggioranza si limitano al progetto della metropolitana di superficie (difeso a oltranza nonostante le dichiarazioni di facciata) e una fallimentare sperimentazione di isola pedonale». Il sindaco Di Giorgi, infatti, non ha mai nominato un assessore alla mobilità nella sua giunta, mantenendo la delega nelle sue mani e dimostrando di fatto di non avere interesse nel settore, che resta con uffici sottodimensionati, con poco personale, inadeguato nel numero e senza le competenze necessarie. «In qualità di forza di opposizione costruttiva – suggerisce il consigliere del Pd – noi proponiamo che Latina si doti il prima possibile di un piano urbano del traffico, obbligatorio per legge, che potrebbe essere redatto tramite una borsa di studio, promossa dal Comune di Latina nelle università italiane. Un modo per sfruttare competenze altamente qualificate esterne, evitando di appesantire gli uffici comunali con la redazione del documento, con il quale coinvolgere giovani neo laureati o tesisti, sotto la supervisione delle università.
Il secondo passaggio dovrebbe essere un nuovo piano di trasporto pubblico urbano, perché l’affidamento è scaduto a dicembre 2010 si va avanti con le proroghe. Deve essere ridisegnata completamente una nuova rete di trasporto pubblico urbano, perché quella attuale è inadeguata e inefficiente. È inoltre necessario studiare e realizzare (solo i proclami non bastano più a questa città) una nuova rete di piste ciclabili. Va favorita - conclude il consigliere Fabrizio Porcari - una mobilità alternativa creando una bella isola pedonale nel centro storico che rimarrebbe chiuso al traffico tutto il giorno tutti i giorni della settimana, come Latina ha necessita e merita. La tanto sbandierata smart city deve essere realizzata con fatti concreti e non solo attraverso dichiarazioni di intenti e comunicati stampa. La mobilità sostenibile, che è uno dei punti fondamentali per la realizzazione di una città, è solo oggetto di propaganda per alcuni esponenti di questa maggioranza. Il rinnovo della gestione del trasporto pubblico locale è un punto all’ordine del giorno la cui richiesta di discussione è arrivata dal Partito democratico, mentre la maggioranza, e soprattutto alcuni esponenti che la compongono, si riempiono la bocca noi vogliamo veramente che questa città diventi smart».