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Segretari Pd Centro Italia: Ripartire dalle esperienze di governo per costruire l'alternativa

Di
Redazione PD Lazio
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Firenze, 20 maggio 2010 - Oggi a Firenze l’incontro tra i segretari regionali del Partito Democratico dell'Italia centrale: Toscana, Emilia Romagna, Marche, Lazio, Abruzzo, Umbria. Una riunione politica che si è svolta in una settimana di iniziative anche istituzionali degli amministratori del Centro Italia con i sindaci questa mattina in piazza a Firenze contro il Patto di stabilità e gli Stati generali di domani a Perugia.
Le posizioni emerse dall’incontro dei segretari regionali Pd Andrea Manciulli, Stefano Bonaccini, Palmiro Ucchielli, Alessandro Mazzoli, Silvio Paolucci, Lamberto Bottini, a riunione conclusa, sono state illustrate nel corso di una conferenza stampa.

Per i sei segretari riuniti oggi a Firenze “è il momento di dire basta con le discussioni tutte interne sulla leadership nazionale del partito e costruire il PD sui problemi reali. Solo da qui si può ripartire per vincere le prossime elezioni per ridare all’Italia il governo che merita, che è l’unica sfida che interessa ai cittadini”.
“E per costruire da subito l’alternativa, per l’unità del nostro paese, le esperienze di governo del centro Italia sono una risorsa da cui partire. Sbaglia chi pensa che noi siamo solo lo zoccolo duro del centrosinistra. Dalle regioni che amministriamo può venire il modello e la proposta politica per candidarci al governo. La nostra funzione principale è quella di rilanciare in Italia il modello della coesione sociale di pari passo con lo sviluppo, che qui abbiamo praticato. E su questo, insieme al nostro segretario nazionale, vogliamo costruire una grande iniziativa nazionale”.
I segretari hanno criticato i tagli importanti da parte del governo ai servizi e agli enti locali, per questo hanno preso parte prima dell’inizio della riunione al presidio dei sindaci davanti alla Prefettura di Firenze, e denunciato “l’imbroglio che la Lega rappresenta, che si spaccia per un partito che proclama la difesa dei servizi ai cittadini e il sociale e poi partecipa a un governo che vuole smantellarli”.

Sul tema del federalismo i segretari regionali hanno deciso di dar vita a un gruppo di lavoro composto dai consiglieri regionali e parlamentari delle sei regioni. L’obiettivo è quello di discutere di una riforma federale del paese, ma che abbia i caratteri di un paese che sta unito.

Sulla vita interna del partito, altro punto toccato quello del partito fondato sul territorio appoggiando la proposta di modifica dello Statuto che va in questo senso. “Noi pensiamo che questa stagione di riforma non si esaurisca con questa prima modifica, ma che si debba rafforzare anche nei prossimi mesi l’impianto federale del partito. Pensiamo che a regime, per il prossimo congresso, ci sia la possibilità che ciascun livello inferiore possa eleggere una parte dell’organismo dirigente superiore perché questa sarà la più grande garanzia di rinnovamento promuovendo una parte di gruppi dirigenti che hanno dato prova di fare bene sul proprio territorio. Vogliamo anche avviare una riflessione sull’elezione dei segretari regionali non contestuale con l’elezione del segretario nazionale perché così possiamo favorire un’idea di partito non basato sulle correnti. Se si vota in tempi diversi si vota anche facendo riferimento a una base politica diversa non organizzata solo per filoni nazionali”.

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