E’ ormai noto in tutto il Lazio che la Presidente Polverini come ordinario metodo di lavoro predilige quello della ritorsione contro chiunque e a qualunque livello. Sopporta poco e male critiche e verità. Metodo infantile che denota pochezza. La denuncia alla Corte dei Conti in merito alla vicenda della Roma-Latina è frutto di questo metodo. Ciò non toglie le 48 ore entro le quali avevamo chiesto a Lei, all’assessore Buontempo e al neo commissario dell’Ater di Roma Prestagiovanni, di rendere note le carte contenute nel fascicolo relativo all’appartamento delle case popolari occupato senza titolo dalla sua famiglia, sono scadute. Si tratta di una vicenda dai contorni sconcertanti che la Polverini non poteva non conoscere nei minimi particolari, visto che ha abitato li per 15 anni. Sconcerta ancora di piu che si sia difesa invocando l’affettività , paventando anche una sorta di diritto ereditario che per l’edilizia pubblica residenziale proprio non esiste. Avevamo chiesto un operazione di trasparenza perche la vicenda getta discredito sull’istituzione regionale. Prendiamo atto che la Polverini ha scelto la strada dell’omertà. Non abbiamo intenzione di accettare questo percorso, perche questo caso è ben piu grave della vicenda Marrazzo. La differenza sta nel fatto che l’ex presidente si è assunto subito le sue responsabilità. Quel caso era strettamente personale, qui invece si tratta di abuso di proprietà pubblica. La Giunta illustri in Commissione i contenuti del fascicolo Ater. Per recuperare almeno una parte di credibilità, l’irascibile Presidente deve dare risposte immediate, e, se tutto quello che è apparso sulla stampa verra confermato, come pare, deve immediatamente dare disposizioni al Commissario dell’Ater di allontanare il Cavicchioli dall’appartamento di via Bramante. Metta in campo meno isterismi e si assuma le proprie responsabilità.