“L’incomprensibile sentenza emessa oggi dalla Corte di Cassazione che ha deciso di non riconoscere le circostanze aggravanti a carico del marito di una donna suicidatasi in conseguenza dei maltrattamenti subiti dal consorte, conferma che, nel nostro Paese, quella sulla violenza alle donne è ancora una ferita aperta che, insieme all’omofobia, rappresenta uno dei terreni di più grave e profonda arretratezza culturale e sociale. Per questo domani, in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, è importante mobilitarsi in tanti per respingere con forza ogni forma di sopraffazione, discriminazione, e violenza che in modi diversi e a differenti livelli inquinano la convivenza civile e democratica. Non è pensabile che un Paese cui è permesso di sedersi al tavolo delle più grandi potenze economiche occidentali conservi un livello di tutela dei diritti civili pari a quello di un popolo barbaro”. E’ quanto dichiara il Presidente della Commissione Lavori Pubblici e Politiche per la Casa, Giovanni Carapella