"Voglio esprimere solidarietà totale ai lavoratori che si stanno mobilitando davanti alla Regione Lazio, perché non è giusto che si scarichino su di loro gli effetti di un debito immenso e un cumulo di inefficienze irrosolte della sanità in questi anni. Dobbiamo voltare pagina, per costruire quello che oggi manca al Lazio: un modello regionale di sanità. C'è in Lombardia, condivisibile o no, c'è in Emilia Romagna, condivisibile o no, qui nel Lazio invece non c'è e questo è un problema. Qui c'è stato un approccio ragionieristico sul tema del piano di rientro, ma mai una visione su come migliorare i servizi senza che questo significhi semplicemente chiudere. Non è così, la parola d'ordine non deve essere 'chiudere' ma 'trasformare', non deve essere 'licenziare' ma 'valorizzare'. Deve esserci l'assillo di garantire il diritto alla salute che non può essere messo in discussione.